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Nexi e Sia alla fusione, nasce il colosso italiano dei pagamenti digitali.

Sono convocati per stasera i consigli di amministrazione di Nexi e Sia per dare vita alla fusione del campione tricolore del fintech. Come anticipato da Il Sole 24 Ore nell’edizione di venerdi, è arrivato a conclusione il processo che porterà alla nascita di una nuova realtà. Hanno trovato un’intesa nelle ultime ore i private equity azionisti di Nexi, cioè Bain Capital, Advent e Clessidra, da una parte e dall’altra il socio di riferimento di Sia, cioè Cassa Depositi e Prestiti.
Nella nuova compagine Cdp avrà il 25,001% mentre i fondi avranno una quota di poco inferiore al 25% che si ridurrà nel tempo tramite successivi collocamenti. Intesa Sanpaolo invece avrà invece una partecipazione attorno al 7 per cento. Il campione nazionale del fintech era uno degli obiettivi di Cdp e del Governo, all’interno del piano di potenziamento delle infrastrutture, tra le quali quelle digitali. Ora la nuova entità potrà competere con i giganti europei. Al contrario i fondi hanno trovato la soluzione che stavano cercando ormai da più di un anno: cioè la trasformazione di Nexi, nata dalle ceneri delle vecchie Icpbi e CartaSi, in una realtà ancora più grande e con dimensioni raddoppiate con un giro d’affari attorno ai 2 miliardi.
Tra i fattori che avrebbero dato un’accelerazione all’integrazione c’è il rinnovo dell’accordo commerciale con Unicredit da parte di Sia, che nel 2016 aveva acquisito da UniCredit per 500 milioni di euro il processing di circa 13,5 milioni di carte di pagamento e la gestione di 200mila terminali Pos e 12mila Atm in Italia, Germania e Austria. Era stato sottoscritto in quell’occasione un contratto di outsourcing della durata di dieci anni. Secondo le indiscrezioni, nel nuovo accordo la scadenza dell’attuale rapporto commerciale viene estesa dal 2026 al 2036, in cambio di condizioni più favorevoli per transazione.
Uno dei nodi cruciali è quello della valutazione di Sia, visto che Nexi è quotata. Secondo un report di Equita di qualche settimana fa, un gruppo come Sia può essere meglio confrontato con il gigante francese del fintech, Worldline, rispetto a Nexi. Utilizzando la media ev/ebitda 2020-2022 di Worldline e di Nexi (circa 18 volte il rapporto tra valore d’impresa ed ebitda 2021, tenendo conto anche degli effetti del Covid) Equita ha ottenuto un «equity value» per Sia di circa 4,2 miliardi di euro, ma stando a quanto trapela e alle quote dei vari soggetti alla fine la valutazione sarebbe stata più alta.

Fonte il Sole24ORE

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