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I rincari e i furbetti della pompa low cost

Mentre lo shock dei prezzi colpisce il settore carburanti alcuni esercenti senza scrupoli nel Veneto come nel Vicentino starebbero aggirando la situazione difficile ingannando il fisco. E così cresce la tensione tra i gestori che rispettano le regole: due informative sarebbero già giunte a Camera e Senato mentre una terza sarebbe in arrivo direttamente all’Antimafia.

La guerra in Ucraina e la speculazione stanno facendo schizzare il carburante alle stelle. La combinazione dei due fattori (ne parla diffusamente Today.it) ha mandato in fibrillazione il mondo dei trasporti ma anche quello dei gestori delle stazioni di rifornimento che da settimane lamentano margini sempre più risicati. Per di più in questo contesto arroventato, senza che il problema sia stato risolto, tra gli esercenti è tornato a serpeggiare il malumore nei confronti di quei gestori che importano dall’estero il carburante, specie gasolio, usando mediatori senza scrupoli, che assicurano un certo risparmio, perché a monte non vengono pagate alcune tasse, iva in primis ma alle volte anche le accise. E così in alcuni punti della provincia berica, Ovest vicentino, Basso Vicentino e Bassanese hanno cominciato a spuntare colonnine in cui «magicamente» il gasolio è tornato sotto quota due euro.

Il problema è noto. Nel Veneto si è attivata anche la magistratura. Tra concorrenza sleale, iva evasa e possibili penetrazioni oltre la via di non ritorno da parte delle mafie in un settore strategico, la cosa nel 2020 aveva scatenato la reazione del presidente della commissione antimafia Nicola Morra che sulla sua pagina Facebook aveva pubblicato una video-inchiesta del popolare programma di Italia uno «Le iene» dedicata al tema. Nel 2021 Vicenzatoday.it con due diverse interviste una del 2 gennaio e una successiva in data 7 gennaio aveva radiografato la situazione nel Veneto e nel Vicentino. A descrivere un quadro a tinte fosche era stato in primis Antonio Perin di Colceresa, imprenditore del ramo carburanti molto noto a Breganze. 

Frattanto la situazione non è mutata. Però l’arrivo della crisi bellica in Europa orientale aggravata dai fattori speculativi ha esacerbato gli animi dei gestori, veneti in primis. Nelle loro chat foto e commenti sarcastici che immortalano le colonnine dei colleghi ribattezzati «i furbetti della pompa low cost», che terrebbero appunto più bassi i prezzi dopo aver maramaldeggiato il fisco, sono all’ordine del giorno. La tensione durante l’ultima settimana è salita alle stelle tanto che della cosa sono state informate le commissioni industria di Camera e Senato. Una informativa dovrebbe essere in viaggio alla volta della Commissione antimafia.

Fonte vicenzatoday.it – Articolo di Marco Milioni

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