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Il vecchio Gpl non molla, Assogasliquidi lo propone come soluzione “facile” per la decarbonizzazione

L’associazione ricorda i vantaggi ambientali, economici e pratici che rendono ancora competitiva questa alternativa

E se avessimo sotto al naso una delle soluzioni  per ridurre l’impatto ambientale delle auto? Giа, l’arcinoto Gpl. Nel mondo sono 28 milioni i veicoli alimentati a “gas di petrolio liquefatti”, di cui 2,7 milioni circolanti in Italia.

Secondo le stime l’Associazione nazionale imprese gas liquefatti,Assogasliquidi-Federchimica, quando un propulsore funziona bruciando Gpl, emette subito il 21% di CO2 in meno rispetto a quando marcia alimentato a benzina (sul diesel il vantaggio è del 2%), nonchè il 60% in meno di ossidi di azoto (e 70% in meno sul diesel); mentre le polveri sottili calano di oltre l’82% (-92% rispetto al diesel). Peraltro, oggi pure i motori a iniezione diretta possono essere alimentati a Gpl. Certamente il gas non è sinonimo di prestazioni brucianti e non deriva da fonti rinnovabili, ma dal punto di vista ambientale ha comunque i suoi vantaggi.

Per Assogasliquidi, la sostenibilitа non si ferma alle emissioni allo scarico dei veicoli e “deve essere valutata lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione; in quest’ottica giova evidenziare come l’industria del Gpl sia intrinsecamente legata ad un modello economico di tipo circolare: essendo il Gpl un prodotto associato ai processi di raffinazione ed alle attivitа estrattive di gas naturale, il suo utilizzo nei diversi impieghi rappresenta a tutti gli effetti un processo di efficientamento e di riduzione della emissioni a monte della catena del valore”

Tanto che la Commissione europea ha riconosciuto le potenzialitа ambientali del Gpl, inserendolo nel novero dei carburanti alternativi su cui basare il processo di transizione energetica e di decarbonizzazione del settore trasporti. Senza contare che la rete di distribuzione è capillare: in Europa sono 30 mila i distributori di gas di petrolio liquefatti, di cui oltre 4.500 ubicati in Italia; in pratica, una stazione di servizio su quattro distribuisce questo carburante, dunque non и difficile fare rifornimento, anche se ancora è possibile farlo in modalitа “self service” (con il metano sм, invece).

Poi c’è la questione del costo: la differenza di prezzo fra un litro di benzina e uno di gas, nonostante le vertiginose oscillazioni delle ultime settimane, si aggira mediamente attorno a un euro al litro. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, la legge consente alle regioni di esentare dal pagamento della tassa automobilistica regionale i veicoli bi-fuel (Gpl/benzina o metano/benzina), convertiti e nuovi. Altro vantaggio? L’esenzione delle vetture a Gpl dai blocchi della circolazione istituiti all’interno delle zone urbane per motivi ambientali.

Fonte lastampa.it – Articolo di Omar Abu Eideh

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