Il Veneto è la regione italiana dove la benzina è aumentata di più nelle ultime settimane. Secondo un’analisi del Sole 24 Ore, il prezzo medio ha raggiunto 1,772 euro al litro, con un incremento dell’8% rispetto al 20 febbraio. Ancora più marcato l’aumento del gasolio, arrivato a 1,970 euro al litro, con un +16,4% (terzo dato più alto in Italia dopo Sicilia e Campania).
A intervenire è Antonio Belluco, presidente di Figisc Confcommercio Padova, l’associazione dei gestori degli impianti carburante:
«Per noi è un problema enorme perché ci vede in prima linea senza nessuna responsabilità».
Secondo Belluco, i gestori non decidono i prezzi, ma applicano quelli stabiliti dalle compagnie petrolifere. «Se non lo facciamo rischiamo perfino il recesso dal contratto», spiega.
Il presidente parla apertamente di speculazione: il carburante venduto oggi, sottolinea, spesso è stato acquistato in precedenza a costi più bassi e le compagnie avrebbero potuto attenuare gli aumenti.
Tra le possibili soluzioni per ridurre l’impatto sugli automobilisti torna nel dibattito l’accisa mobile, che permetterebbe di compensare le variazioni del prezzo del petrolio e alleggerire il peso sul consumatore finale.





