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Genova, torna la “truffa dell’autolavaggio”: telecamere e denunce contro i furbetti

A Genova torna a far discutere la cosiddetta truffa dell’autolavaggio, un fenomeno che sta causando danni anche molto pesanti ai gestori degli impianti self service.

A denunciarlo è Pietro Ruscelli, titolare dell’autolavaggio di via Adamoli, che dopo una serie di episodi costati migliaia di euro ha deciso di passare al contrattacco: installazione di telecamere, diffusione delle immagini dei responsabili e denunce alle forze dell’ordine.

Il meccanismo, rilanciato anche da alcuni video sui social, consiste nel tentare di mandare in tilt le apparecchiature dirigendo il getto ad alta pressione della lancia nelle fessure delle gettoniere. Un “trucco” che nella maggior parte dei casi non consente alcun vantaggio, ma può provocare danni gravi alle schede elettroniche e ai sistemi di pagamento.

Il risultato è un doppio danno per i gestori: da una parte le costose riparazioni, dall’altra il fermo dell’impianto e la perdita degli incassi per diversi giorni.

Ruscelli ha quindi deciso di denunciare ogni episodio, consegnando i filmati alle autorità. Le immagini delle telecamere, attive 24 ore su 24, permettono infatti di identificare volti, targhe, abbigliamento e altri dettagli utili.

Il messaggio dei gestori è chiaro: chi danneggia gli impianti per tentare di risparmiare pochi euro rischia conseguenze molto più pesanti, tra denunce, procedimenti penali e richieste di risarcimento danni.

Un episodio che riporta l’attenzione sulla sicurezza degli autolavaggi self service e sull’importanza della videosorveglianza come strumento di tutela per le attività aperte al pubblico.

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