Quello che fino a ieri era il frutto di una frode può diventare una risorsa per la collettività. Grazie all’accordo tra Eni e il Ministero dell’Interno, i carburanti sequestrati perché adulterati vengono rilavorati nella raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia) e riportati agli standard di legge per alimentare gli automezzi dei Vigili del Fuoco della Lombardia.
Nei giorni scorsi sono già stati recuperati 30.000 litri di carburante di provenienza illecita e, per il 2026, l’obiettivo è arrivare a 200.000 litri restituiti al servizio pubblico.
L’iniziativa consente di trasformare un prodotto inutilizzabile, che rappresenterebbe un costo e un potenziale rischio ambientale, in una risorsa concreta per le attività di soccorso. Allo stesso tempo contribuisce a contrastare le frodi nel settore petrolifero, riduce i costi di smaltimento e valorizza materiali che altrimenti andrebbero perduti.
Un esempio di economia circolare applicata al comparto energetico, dove legalità, sostenibilità ed efficienza operativa si incontrano per generare un beneficio tangibile per la collettività.






