Il tetto ai prezzi introdotto da Eni può rappresentare un sollievo per gli automobilisti alle prese con il forte aumento dei carburanti. Ma c’è un altro lato della questione che non può essere ignorato: l’impatto sulla rete distributiva e sui gestori.
FIGISC-Confcommercio richiama l’attenzione proprio su questo punto. Una misura di questa portata rischia infatti di modificare profondamente gli equilibri del mercato, soprattutto per i numerosi operatori indipendenti che non dispongono degli stessi strumenti economici per rispondere alla concorrenza delle grandi compagnie.
Nel dibattito sono state sollevate anche questioni relative a posizione dominante, dumping e concorrenza sleale: aspetti sui quali sarà importante fare chiarezza, soprattutto considerando gli effetti che operazioni di questo tipo possono produrre sulle imprese più piccole della distribuzione.
Intanto IP ha seguito la strada aperta da Eni, introducendo a sua volta un tetto ai prezzi. E ora l’interrogativo riguarda anche le altre compagnie presenti sul mercato e le eventuali iniziative che decideranno di adottare.
👉 Aiutare i consumatori è fondamentale. Ma altrettanto fondamentale è evitare che il costo della risposta all’emergenza finisca per scaricarsi sugli anelli più deboli della filiera.
Perché tutelare chi fa rifornimento non può significare dimenticare chi, ogni giorno, tiene aperti e fa funzionare gli impianti.






