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Roma, la truffa sui buoni della benzina di due agenti del Reparto scorte

Alla guida dell’Ufficio automezzi, sono accusati di peculato. Dividevano i buoni carburante con il loro distributore di fiducia che tratteneva una piccola percentuale. Perquisizioni e sequestri.
Per mesi hanno diviso i buoni benzina con il loro distributore di fiducia. Al benzinaio hanno dato il buono. Il proprietario del distributore l’ha convertito in denaro girato poi ai poliziotti. E alla fine del mercanteggiamento, il benzinaio ha trattenuto per sé una piccola percentuale. Senza che, nel complesso affare, dalla pompa sia mai uscito un goccio (o quasi) di benzina. È l’accusa con cui due poliziotti, Marco Gentile ed Emiliano Lodico, alla guida dell’Ufficio automezzi del reparto scorte della Questura, sono indagati per peculato. Reato contestato dalla procura in concorso con il benzinaio Vincenzo Marino.
I due agenti ricoprono il ruolo di responsabile e vice responsabile dell’ufficio. Lo scambio di favori sarebbe durato tutta la scorsa primavera fino al 18 giugno. La vicenda è ancora in fase d’indagine. Nei giorni scorsi sono state svolte delle perquisizioni. Nell’abitazione del benzinaio sono stati sequestrati telefono e computer. L’ipotesi della procura è che esista un patto scritto tra i poliziotti e il benzinaio, dove sia previsto nero su bianco come regolarsi a ogni conversione del buono. Per questo stanno esaminando «annotazioni, appunti formali, messaggi contenuti nelle chat e nelle agende di lavoro».

Una verifica certosina. A disporre il sequestro, il pm Gennaro Varone, che ha delegato gli accertamenti alla Squadra mobile. Secondo quanto sostenuto dalla procura, Lodico e Gentile hanno sfruttato il beneficio di avere la disponibilità dei buoni, grazie alla posizione di vertice che ricoprono all’interno dell’ufficio. Se ne sono appropriati nella convinzione che nessuno avrebbe fatto caso al loro utilizzo sistematico. Con l’auto di servizio si sono recati dal loro benzinaio di fiducia, difeso dall’avvocato Giuseppe Falvo. Marino ha la sua pompa di carburante in una zona centrale di Roma, tra Flaminio e piazzale delle Belle Arti.
Il percorso compiuto dai due poliziotti è stato breve, essendo la sede del reparto scorte in zona. Per il momento però rimangono delle zone d’ombra nell’inchiesta. Il numero dei buoni benzina che sarebbe stato sottratto dagli indagati è imprecisato. Ecco perché non è ancora contestato quanto avrebbero intascato i due agenti con questo giro. L’unica certezza della procura è di trovarsi davanti a una sottrazione «sistematica». La vicenda ha un precedente proprio nel reparto scorte. A novembre del 2019, il gip Francesca Ciranna ha disposto la sospensione di due agenti impiegati, presso lo stesso dipartimento, accusati di peculato e falso, perché avrebbero fatto la cresta sulla benzina da utilizzare con l’auto di servizio. In questo caso, i poliziotti avrebbero attestato un uso della macchina superiore al reale per intascare la differenza della spesa per la benzina.

Fonte roma.corriere.it articolo di Giulio De Santis

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