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Sciopero dei benzinai il 15 e 16 dicembre: Gisc Treviso non aderisce

Moreno Parin, presidente del gruppo “Gestori impianti stradali carburanti” di Confcommercio Treviso spiega le ragioni per cui molti benzinai trevigiani non aderiranno alla mobilitazione
Sciopero dei benzinai il 15 e 16 dicembre: Gisc Treviso non aderisce

Dopo aver consultato i gestori aderenti, il consiglio direttivo di Gisc Treviso ha deciso all’unanimità di ritenere inopportuno uno sciopero dei distributori in questo momento. Secondo il gruppo legato a Confcommercio, l’attuale grave situazione delle gestioni non è dovuta all’emergenza sanitaria, se non in minima parte, ma è frutto di una preesistente e cronica mancanza di certezze e risorse economiche.

Il presidente Moreno Parin spiega: «Non si può incolpare il Governo di turno, di qualunque colore sia, se sono più di sei anni che è invariato il margine pro-litro riconosciuto ai gestori dalle compagnie petrolifere (margine stabilito da accordi sindacali vincolanti) e già al tempo insufficiente, in questi sei anni sulle teste dei gestori sono calate tutta una serie di incombenze che hanno ridotto il già misero guadagno, si pensi alla fatturazione elettronica con il corollario di costi e tempo dedicati, all’esponenziale incremento dell’utilizzo delle carte di credito e bancomat, sia in termini di utilizzo che costi unitari. Registratore di cassa telematico e corrispettivi telematici dei carburanti hanno fatto il resto, e se ciò non bastasse è in arrivo la lotteria degli scontrini e il Cashback per gli acquisti con moneta elettronica, certo l’obiettivo è il contrasto all’evasione, ma sarà un’ulteriore tegola sulle già disastrate economie delle gestioni, per chi ancora non lo sapesse il costo dei pagamenti elettronici incide per il 35 al 50% sul margine lordo dei gestori. A titolo informativo su un rifornimento di 50 euro al gestore ne rimane uno solo, lordo, ovviamente.
Sciopero dei benzinai il 15 e 16 dicembre: Gisc Treviso non aderisce
„Questa miriade di costi – spiega Parin – è preesistente il Covid e rimarrà tale passata l’emergenza sanitaria, che ci auguriamo termini quanto prima, quindi non sarà una ulteriore sovvenzione statale a risolvere i problemi economici, sarà solo uno spostare più in là un problema, non la soluzione dello stesso, senza dimenticare che il bonus a fondo perduto, percepito questa estate dai gestori, ha avuto effetti benefici anche per i mesi successivi ad aprile, un aiuto reale e concreto. Per questo riteniamo che il vero obiettivo sia sempre lo stesso: le compagnie petrolifere, alle quali dobbiamo continuare a chiedere, pretendere, margini adeguati, non sporadiche iniziative caritatevoli, ma concretezza economica, e allora se dobbiamo mettere in atto iniziative di protesta lo faremo nella giusta direzione, la protesta dei gestori Eni del giugno scorso ci ha indicato la strada giusta e senza penalizzare gli automobilisti. Ma ne abbiamo anche per il Governo, perché non si può continuare a pensare di pagare le commissioni bancarie anche su un euro di tasse per ogni litro di carburante, è insensato che i gestori paghino l’1,5% di commissioni anche sugli incassi dello Stato, per questo lo stesso deve riconoscere un aggio sulle tasse che i gestori incassano e pagano ancor prima di vendere il carburante, e pure dagli stessi garantite al 100%. Nel contempo, per non fallire, i gestori saranno loro malgrado costretti a mettere subito mano autonomamente ai prezzi dei carburanti, al loro margine, le nostre simulazioni sui conti delle gestioni ci portano ad affermare, senza possibilità di smentita, che l’aumento del margine di 2 centesimi al litro sarebbe più che giustificato per portare i bilanci ad uno stato accettabile, poi ogni gestione dovrà valutarne la giusta entità» conclude Parin.“

Fonte trevisotoday.it

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