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Mobilità sostenibile, il futuro è nelle auto a idrogeno verde.

I veicoli elettrici si stanno affermando ovunque, ormai, ora bisogna diversificare l’offerta prima che il mercato della mobilità pulita vada in saturazione. In California è partita la scommessa alle auto a motore elettrico alimentate ad idrogeno. Emissioni zero e autonomia fino a 600 km, ma diverse le resistenze da superare.

Un’auto a batteria che possa ricaricarsi in 5 minuti, senza spina o presa diretta, senza l’ansia di quanti km riusciremo a fare (considerato che di colonnine ce ne sono poche), è questo il modello di mobilità sostenibile che alcune case automobilistiche hanno scelto, quello basato sull’idrogeno.
Ovviamente di motori alimentati a idrogeno si parla da decenni, ormai, ma in questo caso il modello proposto si basa sulla tecnologia Fcev, o Fuel cell electric vehicles.

Mobilità elettrica e idrogeno (Fcev)
Grazie al modello Fcev si sono realizzate vetture a motore 100% elettrico dotate di una fuel cell o cella a combustibile alimentata a idrogeno.
Al suo interno, quindi, l’energia elettrica che alimenta il motore è generata direttamente dalla reazione dell’ossigeno all’interno della cella a combustibile a idrogeno (nessuna emissione inquinante, solo vapore acqueo).
Arrivando all’autonomia, qui si parla di una capacità di viaggio di circa 600 km con una ricarica o poco meno.

I modelli e il mercato
Poche le case automobilistiche che al momento producono queste vetture: Toyota, Hyundai e Honda in Giappone, Audi, BM, Mercedes Benz e Volkswagen in Europa. Ancora meno quelle che le vendono, di solito si trovano a noleggio.
La Hyunday Nexo e ix35 Hydrogen, costano a prezzo di listino circa 70 mila euro, la Toyota Mirai ancora di più, quasi 80 mila euro. Il prezzo più basso è quello della Honda FCX a partire da 34 mila euro.
Il vantaggio di questa tecnologia sta nella possibilità di fare un pieno in qualsiasi stazione di servizio, ma solo in California, al momento.
Negli Stati americano sono state vendute più di 6.500 Touota Mirais dal 2015 ad oggi e da gennaio 2021 arriverà il nuovo modello Fcev sui mercati di San Francisco e Los Angeles, con una capacità di ricarica del 30% più alta (650 km).
Il problema al momento, oltre al prezzo troppo alto, è la mancanza di una vera rete di rifornimento. In Europa è scarsa e anche in California è concentrata solo in alcuni centri urbani.

Auto elettriche a idrogeno, le sfide da superare
In primis ci sarebbe da convincere le case automobilistiche, che al momento hanno scommesso solo sulla mobilità elettrica e non all’idrogeno, quando invece sarebbe proprio il momento di farlo, per diversificare il mercato della mobilità pulita, prima che questo vada in saturazione.
Ovviamente, quando si parla di idrogeno si deve sempre pensare al green hydrogen, perché tutto ciò che si muove non deve più emettere gas inquinanti. Per raggiungere questo obiettivo, però, serve tutto l’aiuto possibile degli Stati.
Le industrie non possono affrontare investimenti ingenti su una tecnologia che al momento non sembra avere il giusto appeal sui consumatori. Se ne parla certo, ma non basta.

La tecnologia per le alte compressioni dell’idrogeno nelle stazioni di servizio di per sé è molto costosa e la spesa per una rete nazionale diffusa è di molto superiore a quella delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Fonte key4biz.it – Articolo di  Flavio Fabbri

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