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Un robot mobile per la ricarica elettrica: ecco il prototipo di Volkswagen

A poco meno di un anno dall’annuncio del progetto, la stazione di ricarica “smart” diventa realtà: ecco come funziona

Dal progetto al prototipo in poco meno di un anno: a gennaio 2020 Volkswagen presentava la sua idea di “robot portatile” per la ricarica, e a dicembre ha svelato il primo prototipo.

Il prototipo è stato sviluppato da E.ON e Volkswagen Group Components e rivelato a Essen, sede della multinazionale che opera nel campo delle reti energetiche: si tratta di una nuova stazione flessibile di ricarica ultra-rapida che può essere facilmente installata a basso costo e senza interventi di ingegneria civile o di connessione alla rete elettrica. A mostrare maggiore interesse sono stati, sino a oggi, amministrazioni comunali, autorità locali, stazioni di rifornimento e aree di servizio, ma tra le ipotesi di applicazione ci sono anche negozi o aziende che si occupano di logistica e che potrebbero avere bisogno di elettrificare rapidamente i propri parcheggi, e poi gestori di aree di parcheggio, parcheggi multipiano e sotterranei.

La stazione di ricarica smart diventa realtà: ecco come funziona

Le stazioni vengono installate secondo il principio “plug & play”, che prevede la posa, la connessione e la configurazione online. Il sistema di ricarica rapida può servire contemporaneamente due auto elettriche con una potenza di ricarica fino a 150 kilowatt, garantendo, in media, un’ulteriore autonomia di circa 200 km in soli 15 minuti. Il progetto prevede che a occuparsi del rifornimento sia soltanto il robot, in modo completamente autonomo e anche in spazi di sosta ristretti come i parcheggi sotterranei: – avviato tramite app o protocollo Car-to-X, dopo essersi posizionato vicino alla vettura il robot apre lo sportellino, si connette e ricarica. Quando ha finito, richiude e torna al suo posto.

Per occuparsi di diversi veicoli contemporaneamente, il robot mobile sposta un rimorchio, praticamente un accumulatore mobile, verso il mezzo, lo connette e lo utilizza per caricare la batteria. L’unità di stoccaggio dell’energia rimane con la vettura durante il processo di ricarica, e nel frattempo il robot si occupa di altri veicoli elettrici. Una volta terminato il rifornimento, il robot raggiunge autonomamente l’accumulatore mobile e lo riporta alla stazione di ricarica centrale. Per assicurare che la batteria installata all’interno della stazione di ricarica abbia sempre una capacità sufficiente, la batteria stessa sarà costantemente alimentata tramite una connessione convenzionale da 16 – 63 ampere. Le stazioni E.ON utilizzeranno esclusivamente energia pulita, e gli aggiornamenti, la manutenzione da remoto e la fatturazione saranno gestiti tramite la piattaforma software centrale di E.ON.

Il robot si occuperà di ‘rifornire’ i veicoli elettrici in modo completamente autonomo in spazi di sosta ristretti, come i parcheggi sotterranei. “Un’infrastruttura di ricarica diffusa è e rimane un fattore chiave per il successo dell’e-mobility. Il nostro robot è solo uno fra i diversi approcci, ma è senza dubbio uno dei più visionari – ha detto Thomas Schmall, ceo di Volkswagen Group Components, la divisione che si occupa di sviluppare tutto il settore ricarica – Stiamo sviluppando soluzioni per aiutare a evitare singoli interventi costosi. Il robot e la nostra stazione flessibile di ricarica rapida sono soltanto due esempi”.

Volkswagen è al lavoro su una gamma di prodotti completa per la ricarica in corrente continua, e la stazione flessibile sarà lanciata sul mercato all’inizio del 2021. Il robot mobile per la ricarica sarà ulteriormente sviluppato in modo intensivo, ma uno dei requisiti fondamentali per la distruzione è la comunicazione Car-to-X per agevolare il processo autonomo di ricarica.

“La realizzazione di un’infrastruttura di ricarica è un requisito fondamentale, ma deve essere guidata dalla domanda ed essere efficiente – ha proseguito Schmall – Le nostre soluzioni non si concentrano solamente sulle necessità dei Clienti e sui requisiti tecnici dei veicoli elettrici. Tengono in considerazione anche le possibilità economiche che offrono a potenziali partner”.

Fonte lastampa.it – Articolo di Andrea Barsanti

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