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Inchiesta Good Fuel, contrabbando di gasolio: scatta il dissequestro.

MARTINA FRANCA – Il Tribunale del Riesame di Taranto ha annullato un decreto di sequestro a carico di un trentottenne eseguito dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Martina Franca, relativo ad un deposito situato a Massafra presso il quale si presumeva fossero state illecitamente scaricate 25 tonnellate di carburante di provenienza estera non certificata.

Nel corso della operazione erano stati sequestrati anche computer, telefonini e contabilità. I giudici della I sezione penale del Tribunale del Riesame hanno annullato il sequestro accogliendo la richiesta degli avvocati Fausto Soggia e Paolo Zito. Nell’ambito dell’operazione denominata “Good Fuel”, scattata per contrastare fenomeni di commercializzazione di prodotti petroliferi in evasione di imposta, le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Lecce avevano scoperto un giro di gasolio di contrabbando, arrestando i responsabili e sequestrando anche un deposito di carburanti situato nella provincia jonica. Trasportava oltre 25 tonnellate di gasolio per uso autotrazione una autobotte, con targa polacca, fermata da due pattuglie delle Fiamme Gialle della Tenenza di Tricase appena prima di scaricare il prodotto presso un deposito di carburanti situato nel territorio di Massafra.

La documentazione fiscale esibita ai finanzieri, durante il controllo, da parte dei conducenti del mezzo pesante (due persone di nazionalità polacca) attestava “falsamente” un trasporto di olio lubrificante di provenienza tedesca, formalmente acquistato da una società bulgara e diretto a Bari. Gli accertamenti condotti dai militari delle Fiamme Gialle avevsano invece, consentito di accertare come, in realtà, il prodotto trasportato non solo stava per essere scaricato in un luogo diverso da quello risultante dalla documentazione di accompagnamento, ma soprattutto che si trattava non di olio lubrificante bensì di gasolio per uso autotrazione, da considerarsi pertanto “di contrabbando” in quanto non assoggettato ad accisa, introdotto in Italia grazie all’intermediazione, tra l’acquirente e gli autotrasportatori, di un cittadino di origine barese, anch’egli fermato nel deposito durante l’operazione di scarico. I due polacchi che conducevano l’autobotte, il titolare del deposito di carburanti e l’intermediario nella vendita del prodotto petrolifero erano stati segnalati per sottrazione al pagamento dell’accisa, aggravato dalla rilevante quantità del carico illecito. Sequestrati deposito e autobotte.

Fonte tarantobuonasera.it 

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