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Il caro benzina durerà mesi. «Difficile tornino gli sconti».

Previsioni pessimistiche dalla presidente benzinai«Il cambio è sfavorevole la sospensione proseguirà».

«In questo momento, il cambio è sfavorevole». Daniela Maroni, presidente dei benzinai Figisc Confcommercio di Como, non è ottimista sul ripristino della carta sconto, sospesa dal 1 marzo.

«Purtroppo – aggiunge Maroni – l’andamento dell’ultima settimana di giugno non è positivo da questo punto di vista, ora aspettiamo di capire cosa dirà l’ambasciata italiana in Svizzera. La mia preoccupazione è che, essendo trimestrale la verifica, la sospensione durerà ancora per molto tempo».

Il monitoraggio effettuato ad aprile aveva registrato nuovamente un differenziale, tra Italia e Svizzera, non superiore ai 5 centesimi nel costo della benzina, mentre il gasolio costava meno in Italia di 10 centesimi al litro. Nel dettaglio le rilevazioni del primo aprile avevano rilevato, per la benzina, il prezzo medio di 1,52 euro in Svizzera e, in Italia, di 1,57 euro. La differenza è quindi di 5 centesimi ma la norma prevede che, per procedere all’adeguamento attraverso la carta sconto, il prezzo in Lombardia debba essere superiore di 5 centesimi rispetto alla Svizzera e che, al lordo dello sconto, non si attesti al di sotto del prezzo praticato oltreconfine. Per un centesimo, insomma, niente agevolazione. Qualora lo sconto fosse ripristinato, entrerà in vigore il nuovo sistema che non richiederà più l’utilizzo della tessera sanitaria: grazie al ricorso a un’app, che i cittadini potranno scaricare sullo smartphone, sarà possibile mostrare al gestore dell’impianto il codice sconto generato dalla stessa e procedere così al pagamento dell’importo scontato.

«Lunedì – continua Maroni – in Regione ci spiegheranno come funziona la nuova applicazione. Teniamo conto che l’abbiamo già sperimentata a ottobre: la modalità è veloce e intuitiva. Come tutte le novità spaventano, poi quando si comincia, le preoccupazioni se ne vanno».

Intanto, la benzina a Como continua a essere carissima. Lo confermano i dati forniti e aggiornati di continuo dall’“Osserva prezzi carburante” del Ministero dello sviluppo, si nota come un pieno (stimato sui 40 litri) costi 2 euro e passa in più a Como rispetto a Cantù e a Lecco. Una cifra non alta, se prendiamo il singolo rifornimento. Ma, ovviamente, se considerato il numero di pieni fatti da ognuno di noi in un anno, la quantità diventa significativa.

È bene ricordare che i prezzi sono fissati secondo politiche aziendali decise dalle società e non dal singolo gestore.

Fonte laprovinciadicomo.it

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