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Mantova, non paga tutto il rifornimento: il benzinaio le sfascia l’auto

Tutto parte da uno sbaglio: erogazione da 35 euro invece di 5 come richiesto. Minacce e danneggiamenti alla cliente che si rifiuta di saldare il carburante in più.

MANTOVA. Per pochi euro passare dalla ragione al torto e ai guai giudiziari addirittura sino alla Cassazione. Protagonista, vittima e colpevole nello stesso momento, un benzinaio di Marmirolo doppiamente condannato per minacce e danneggiamenti. Tutto inizia forse con un disguido: un’automobilista al distributore chiede cinque euro di benzina, l’operatore capisce male e ne eroga per trentacinque.

Inizia un battibecco perché la cliente non ne vuol sapere di corrispondere la differenza. «Io ho chiesto cinque ha sbagliato lei» risponde al benzinaio. Gli allunga la banconota del taglio minimo e se ne va. L’uomo resta sconcertato, non ci sta a subire la situazione e medita sul da farsi. Conosce la cliente che abita nello stesso paese e decide quindi di recarsi alla sua abitazione per reclamare la differenza dei trenta euro. Niente da fare, la donna ribadisce che non intende pagare: «Errore suo».

Il 43enne benzinaio non demorde e torna successivamente a suonare il campanello per sanare la diatriba. Niente da fare un’altra volta: la donna non vuol mettere mano al borsellino. Anche un intervento pacificatore del marito non risolve la situazione. Il benzinaio dopo alcuni tentativi andati a vuoto diventa furioso e passa alle minacce: «Ti brucio la macchina».

E automaticamente, anche se esercita quelle che ritiene le sue giuste ragioni per il mancato pagamento, diventa passibile di denuncia che non tarda ad arrivare. Ma le minacce non restano campate per aria perché il benzinaio sempre più inviperito passa alle vie di fatto: non brucia l’utilitaria come minacciato, ma la sfascia letteralmente. Nottetempo con un martello spacca i vetri e infine taglia tutte le gomme: un danno di alcune migliaia di euro. E così viene a configurarsi un reato ben più grave: danneggiamento aggravato di competenza del Tribunale. La giustizia, quella ufficiale, gli presenta il suo conto: per il danneggiamento 300 euro di multa. Ma l’avvocato presenta ricorso per Cassazione. In attesa della fissazione dell’udienza alla Suprema Corte arriva nei giorni scorsi la seconda condanna.

Per la minaccia di bruciare l’auto della cliente, il giudice di pace lo condanna a 350 euro di multa rispetto alla richiesta di 500 del pubblico ministero. Il giudice Davide Carletti concede l’attenuante «di avere commesso il fatto in conseguenza di fatto ingiusto altrui». Cioè la mancata corresponsione dei famosi 30 euro, ma «la reazione è stata decisamente spropositata». Così il benzinaio dovrà anche sborsare le spese processuali, quelle di costituzione di parte civile e la provvisionale alla parte offesa. In tutto altri 2mila euro circa. E non è finita perché per il risarcimento dei danni all’auto è indicato in sentenza «un separato giudizio». Altri problemi in arrivo e tutto per 30 euro.

Fonte gazzettadimantova.it – Articolo di Vincenzo Dalai

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