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LNG, Gas Naturale Liquefatto, lo scenario italiano: tra obiettivi raggiunti e nuovi traguardi

ll gas naturale liquefatto (LNG) nel nostro Paese ha rivoluzionato il settore dei trasporti. Un’evoluzione che ha riguardato l’Italia sin dai primi anni 2010, periodo che vide l’apertura dei primi distributori di LNG mentre Federmetano si faceva promotrice, presso il Ministero dell’interno, della prima norma di sicurezza per il metano liquefatto. Da allora la crescita del mercato LNG è costante, tanto che dall’apertura del primo punto vendita LNG nel 2014 a oggi si contano oltre 100 distributori in attività sul territorio, a cui si sommano altri 29 punti vendita in fase di progettazione o costruzione .

È da sottolineare, inoltre, che nel periodo gennaio-ottobre 2021 sono stati immatricolati oltre 1.200 mezzi pesanti alimentati a metano, di questi ben 835 sono alimentati a LNG con un +38,9% rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati ANFIA). Oltre 3.700 sono i mezzi che si muovono a LNG immatricolati in Italia dal 2014 a ottobre 2021. Mezzi che comportano un abbattimento del particolato – PM10, PM2,5 -, un calo degli inquinanti locali – NOx e SOx – e una riduzione del 20% delle emissioni di CO2. Veicoli che potranno essere alimentati in misura sempre maggiore a bioLNG, al crescere della sua disponibilità, contribuendo in maniera decisiva a perseguire gli obiettivi europei di decarbonizzazione, come ribadito dal recentissimo studio sul bioLNG realizzato dall’Istituto sull’inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA) e promosso dal Consorzio italiano biogas (Cib) e Iveco (iia.cnr.it/studio-ecomondo/). Dallo studio, che ha lo scopo di valutare gli effetti ambientali del biometano liquefatto rispetto agli altri combustibili (diesel e metano di origine fossile) impiegati nei trasporti pesanti e che ha come scenario di riferimento il mercato italiano, emerge quanto segue: “nell’analisi comparata, attraverso un approccio well-to-wheels (dal pozzo alla ruota), si è voluto approfondire il contributo della liquefazione e della cattura del carbonio nella catena di produzione del biometano prendendo in esame diverse tipologie di alimentazione del digestore anaerobico e la presenza o meno di un impianto di cattura dell’anidride carbonica. Dai risultati dello studio emerge il ruolo di primo piano del biometano liquefatto nel processo di decarbonizzazione dei trasporti e nella riduzione dell’inquinamento atmosferico, anche alla luce degli obiettivi di neutralità carbonica fissati a livello europeo al 2050. Nel settore della mobilità, infatti, il bio-GNL può portare a una riduzione delle emissioni di gas serra fino al 121,6% e una diminuzione fino al 65% di biossido di azoto rispetto ai mezzi alimentati a diesel. Degli 11 scenari analizzati, la produzione di biometano liquefatto è risultata infatti particolarmente vantaggiosa da un punto di vista ambientale nel caso del biogas prodotto interamente da effluenti zootecnici, poiché affronta contemporaneamente le emissioni dei trasporti e quelle derivanti dalla migliore gestione degli effluenti, raggiungendo una riduzione delle emissioni di -572 gCO2eq per km se comparate a quelle di un mezzo pesante con alimentazione diesel”.

“I numeri sino a oggi registrati, in termini di immatricolato e punti vendita, sono sorprendenti e mostrano come il mercato italiano dell’LNG sia caratterizzato da notevoli potenzialità di sviluppo. Un riscontro positivo cui hanno contribuito anche le ottime performance dei mezzi a LNG disponibili, paragonabili a quelle offerte dai motori a diesel. I risultati raggiunti devono, tuttavia, essere considerati delle tappe in vista di traguardi ancora più ambiziosi. Se l’obiettivo di tutti è arrivare in modo tempestivo a un trasporto ecosostenibile, dobbiamo accelerare nell’utilizzodel metano liquefatto. È necessario che tale carburante virtuoso, in modo particolare se di origine bio, sia sempre più fruibile e disponibile anche in quelle aree dell’Italia che fino a oggi hanno registrato criticità di approvvigionamento a causa della mancanza sul territorio nazionale di depositi di LNG. Certamente l’entrata in funzione del deposito LNG di Ravenna è una novità che potrà agevolare un incremento dei punti vendita di metano liquefatto anche nel Sud del Paese”, riferisce Dante Natali – presidente di Federmetano. “L’entrata in funzione del deposito costiero di GNL di Ravenna consentirà una ancora migliore diffusione del GNL per il trasporto pesante, con benefici legati anche alla garanzia dell’approvvigionamento alle stazioni di rifornimento e a una logistica più favorevole per il Nord Est, il Centro e il Sud Italia. Il deposito rappresenta una componente essenziale nella filiera del GNL, che Edison presidia in maniera integrata dall’importazione, alla logistica via mare, alla distribuzione e commercializzazione. Il GNL è al momento l’unico carburante alternativo al gasolio per i mezzi pesanti che hanno necessità di coprire lunghe percorrenze: questo aspetto giustifica gli investimenti non solo nei depositi e nell’approvvigionamento del GNL, ma anche nelle stazioni di rifornimento che vengono realizzate in tutta Italia. Queste infrastrutture saranno poi disponibili per garantire un’adeguata distribuzione del BioGNL, ottenuto da rifiuti o scarti agricoli, che garantisce a parità di impieghi emissioni di CO2 pressoché nulle e rappresenta un valido strumento per rafforzare la diffusione di progetti di economia circolare. Come operatore integrato, Edison sta sviluppando le proprie attività anche tramite il ritiro e la distribuzione del BioGNL, che si affianca al Biometano ormai consegnato a circa 250 stazioni sul territorio nazionale”, dichiara Davide Macor, direttore Mercato Business Edison Energia.

Fonte pneurama.com

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