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Benzinai della fascia confinaria sempre più in crisi

Penalizzati dalla pandemia e dal rincaro dell’energetico

Ecco un’altro duro colpo per i gestori dei distributori di carburante nella fascia confinaria che oltre alla perdita dei clienti recuperati nel periodo covid, in cui il confine con la Slovenia è stato chiuso e non si poteva fare rifornimento dai vicini, ora sono alle prese con l’aumento del prezzo  dell’energia, che sta colpendo un po’ tutti i settori. Il problema è che si tratta di costi aggiuntivi che non possono ricadere sul cliente e la marginalità imposta dalle compagnie petrolifere per loro resta minimale come ha spiegato Bruno Bearzi, Presidente nazionale FIGISC Confcommercio, il sindacato dei gestori degli impianti di carburante.

I sostegni ricevuti dal settore per le perdite di fatturato nel periodo Covid sono stati importanti  ed hanno consentito a tantissime attività di rimanere sul mercato. Ma i gestori della fascia confinaria sperano che venga ripristinato il super sconto che l’anno scorso aveva portato tanti cittadini a riattivare le tessere regionali dei servizi. 

Nel servizio David Mian gestore, Bruno Bearzi presidente nazionale FIGISC Confcommercio

Fonte rainews.it –  Servizio di Eva Čiuk

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