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Giorgetti frena sull’auto elettrica e convoca l’industria

Domani i ministri interessati incontreranno il settore auto, mentre Giorgetti parla di pericolo di “paesi terzi” per l’elettrico.

Sono giornate calde per il futuro del comparto auto italiano, tra un 2022 iniziato con un desolante -19,7% alla voce “immatricolazioni gennaio” e un continuo sollevarsi di gridi di allarme e di richieste di aiuto da parte degli addetti ai lavori.

La risposta del Governo deve ancora arrivare e i primi passi in questa direzione potrebbero essere domani, mercoledì 9 febbraio alle 10.30, quando il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti incontrerà, assieme ad altri membri dell’esecutivo, i rappresentanti del settore automotive a Palazzo Chigi.

Frenata sull’elettrico?

Ancora non si conoscono i punti precisi su cui verterà l’incontro, anche se tra incentivi e transizione energetica i temi non mancano di certo. E proprio l’elettrico potrebbe essere un ampio terreno di discussione, almeno stando a quanto dichiarato dal Ministro alla Camera di Commercio Italo-Germanica.

Giorgetti infatti, che pochi giorni fa aveva promesso l’arrivo di una nuova proposta di incentivi auto, parlando di obiettivi green ha dichiarato 

Devono essere letti anche con pragmatismo: standard ambientali elevati devono andare di pari passo con la sostenibilità economica, così da evitare effetti distorsivi e minimizzare l’introduzione di vantaggi competitivi nel mercato interno a beneficio di Paesi terzi e a scapito dei Paesi europei. La trasformazione dell’industria non può dunque che passare dall’industria stessa 

Parole che sembrano allinearsi in maniera netta e decisa con quanto espresso da Matteo Salvini (leader della Lega, partito cui il Ministro Giorgetti appartiene) tramite un tweet nel quale avvertiva dei rischi della transizione energetica e “tutto elettrico con prodotti cinesi”.

Si potrebbe pensare all’intenzione di non voler puntare, almeno nell’immediato, su un elettrico generalizzato per l’automotive, trovando anche altre alimentazioni alternative che possano abbassare le emissioni senza penalizzare l’industria europea e italiana.

Lo stesso Giorgetti poco più di un mese fa aveva sottolineato anche i rischi sociali dell’auto elettrica, parlando conseguenze pesanti “oltre la metà della manodopera che attualmente lavora nella filiera dell’automotive, nel motore a combustione, non lavorerà più in quel settore”.

Fonte it.motor1.com – Articolo di Massimo Grassi

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