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Uniti (Figisc Confcommercio): «Carburanti, impossibile azzerare le accise: il governo imponga prezzo controllato»

ll segretario dei benzinai: «Bisogna tornare al vecchio paniere calmierato per i beni essenziali. Gas e petrolio non mancano, è la finanza internazionale a fare il prezzo e speculare. Un distributore perde 500 mila litri l’anno, i nostri margini sono fissi: chiediamo interventi»

Caro-Carburanti, la parola ai gestori degli impianti. CUOREECONOMICO ne ha parlato con Paolo Uniti, Segretario Generale Nazionale della Figisc (Federazione italiana gestori di impianti stradali carburanti) aderente a Confcommercio.

La speculazione è in atto, ma non bisogna tutto ridurre alle accise. La categoria è nella morsa degli aumenti.

Segretario, ci sono degli studi che dicono che azzerando le accise (0,72 Euro al litro per la benzina e 0,62 per il gasolio), la benzina oggi costerebbe 1,39 euro al litro e il gasolio 1,55 euro al litro. Cosa fare in questi casi?

«La fanno tutti facile, ma la verità è che senza gettito delle accise lo stato come mantiene quelle entrate? Dobbiamo piuttosto ragionare in ottica di un prezzo controllato dallo Stato, tornando al vecchio paniere calmierato per i beni di prima necessità.

Esisteva una commissione interministeriale che varava le fasce di prezzi su beni essenziali, l’Europa dovrebbe entrare in quest’ottica.

Altri stati saggiamente hanno applicato accise modulari che crescono e si abbassano in base ai costi di produzione. Ma appare chiaro che la coperta è corta se si azzerano accise e iva, un gettito fondamentale per lo Stato».  

Assistiamo ad aumenti considerevoli, ma il prodotto non manca, cosa succede?

«Ad oggi non c’è stato un calo di un solo litro del petrolio, così neanche 1 cm quadrato di gas dalla Russia per via della guerra.

Il prezzo sta aumentando lo stesso e, come dice il ministro Cingolani, è solo speculazione.

Tra l’altro i prezzi petrolio e gas si sono abbassati nelle ultime ore. È la finanza internazionale che governa e fa i prezzi».

I distributori di benzina sono in questa morsa, ci spieghi quali sono le tensioni.

«Il sistema della rete distributiva di carburanti è in difficoltà, la gente non si muove, l’autotrasporto non si muove. È chiaro che il comparto va in tensione.

I nostri gestori sono in un lockdown dal 2019. Prima la scarsa mobilità interna con la pandemia, poi la ripresina e ora di nuovi i costi energetici che hanno fatto schizzare i prezzi. Il margine per un benzinaio è fisso: 3 centesimi lordi al litro.

È chiaro che meno costa e più guadagna perché i consumi aumentano. Infatti abbiamo fatto una stima che parla chiaro: l’erogato medio in un anno in un distributore di una città come Milano è 1,2 milioni di litri.

Dalla pandemia a oggi è sceso a 700 mila litri. Poi c’è l’ibrido che avanza.E aggiungiamo i costi dell’energia elettrica passati da 600 euro a 1200 a mese. Così è difficile.

L’obiettivo è andare incontro ai cittadini attraverso una rimodulazione del costo verso il basso che possa incentivare i consumi e rassicurare i mercati. Siamo l’anello debole, il Governo deve intervenire»

Fonte cuoreconomico.com – Articolo di Luigi Bonelli

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