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Sciopero benzinai settembre, ci sarà o no? L’ira dei distributori: tutto quello che c’è da sapere

Il costo del carburante schizza di nuovo alle stelle ed è allerta sciopero dei benzinai. Sono giorni che non si parla d’altro e le ricerche sul web raggiungono le vette delle classifiche: gli utenti si chiedono se ci sarà e da quando partirà. Non manca chi cerca notizie sulle conseguenze e c’è poco da dire perché le conseguenze ci saranno. La preoccupazione di certo è reale, perché uno sciopero in questo momento storico potrebbe aggiungersi ai disagi del caro prezzi e potrebbe bloccare non soltanto il trasporto merci ma qualsiasi tipo di spostamento. inoltre per gli automobilisti continuerebbero le beffe: oltre a dover pagare sempre di più per il rifornimento, automobilisti, motociclisti e camionisti sarebbero impossibilitati a riempire il serbatoio.

Sciopero dei benzinai settembre, tutta la verità

Al momento, però i gestori non hanno dato nessuna comunicazione di chiusura dei distributori di carburante a livello nazionale. E su strada e autostrade sembra, ancora, funzionare tutto regolarmente. Ma il pericolo c’è ed è concreto. Il motivo che avrebbe potuto scatenare una ipotesi di sciopero da parte dei gestore delle pompe di rifornimento è quello dei nuovi rincari sul carburante, che stanno portando i prezzi a livelli da record mai raggiunti prima. Ma, come detto, non c’è alcun annuncio ufficiale di uno sciopero nell’immediato, mentre si attende di capire quali saranno le prossime mosse del Governo per arginare il caro-carburante.

Perché i distributori sono furiosi

Le misure tampone del Governo sembrano così non riuscire a bloccare l’impennata dei prezzi del carburante.  Ma la questione è: perché per i benzinai l’aumento dei prezzi sarebbe un problema?  Non dovrebbero essere invece contenti? No, perché il benzinaio ha sempre lo stesso guadagno a prescindfere dal costo di vendita del carburante. Nessuna relazone percentuale quindi tra il prezzo di vendita e il margine di guadagno, per ogni litro di miscela un benzinaio guadagna infatti circa 3,5 centesimi a prescindere che la benzina stia a 1 euro o a 5. Il danno per il distibutore sta quindi nel fatto che piu’ si alza il prezzo e meno persone faranno rifornimento. 

Cosa sta accadendo

Già dagli ultimi giorni di febbraio i prezzi dei carburanti hanno assistito alle prime impennate, quando la Russia ha dato il via all’invasione dell’Ucraina e l’Europa ha reagito disponendo le prime sanzioni nei confronti di Mosca. Tornando allo sciopero, al momento come detto non risulta alcuna comunicazione ufficiale in merito, dunque per ora pare solo una “minaccia” o comunque un’ipotesi che minaccia di diventare realtà. L’allarme pare per ora rientrato considerando che il Governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise fino al 20 settembre.

I rischi 

Ma se il Governo dovesse decidere di non procedere a un’ulteriore proroga, il rischio di uno sciopero dei benzinai potrebbe diventare molto più concreto di quanto non lo sia ora. Per adesso si cerca di capire cosa succederà a livello internazionale, gli occhi sono tutti puntati sull’incognita costituita dal gasdotto Nord Stream e dalle decisioni che prenderà la russa Gazprom. Mosca non è nuova alla minaccia di chiudere il gasdotto e quindi le forniture, e il rischio ha già portato a un’impennata nei prezzi del gas e dell’energia. Ma gli effetti sono difficili da prevedere. 

Fonte Ilmattino.it

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