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GESTORI ALLE AZIENDE: EMERGENZA COSTI, SENZA IL SOSTEGNO, SICURO IL DEFAULT

Eni Spa, IP Spa, Kupit Spa, Tamoil SpA, EG ITALIA, Unem, Assopetroli-Assoenergia

Oggetto: Emergenza costi energetici – Richiesta di intervento a sostegno delle gestioni.

Egregi signori,

le scriventi Organizzazioni di Categoria dei Gestori, FAIB, FEGICA, FIGISC/ANISA, intendono porre alla loro attenzione la situazione di particolare sofferenza economica che interessa le gestioni a seguito dell’aumento esponenziale del prezzo dell’energia elettrica necessaria per condurre, nel rispetto degli impegni contrattuali, gli impianti.

L’aumento di 4/5 volte il prezzo del kWh pagato ante crisi, a margini bassi ed invariati, rischia di provocare una miscela dirompente per una Categoria che si trova ad affrontare un difficile tornante della propria storia, dopo quello determinato dalla “pandemia”.

Un trend di vendite che comincia ad appalesarsi in contrazione come effetto della crisi (proprio per le difficoltà dei cittadini italiani vittime dell’inflazione e dell’aumento “folle” delle tariffe di gas ed elettricità) e l’aumento dei costi di gestione ben oltre le soglie dell’inflazione, spingono sempre più i Gestori a riflettere sulla possibilità di continuare normalmente – in queste condizioni – la propria attività.

Come è noto, la Categoria dei Gestori, per la sua struttura, è costituita da:

a) microimprese non capitalizzate, assolutamente non in grado di sostenere conti economici a fronte dell’esplosione di costi essenziali ed incomprimibili per la gestione dell’attività, che peraltro è esercitabile solo rigorosamente nelle modalità previste dagli obblighi contrattuali con il comodante;

b) particolari Accordi economico-normativi che riducono, essenzialmente, la flessibilità di condurre un’azienda in termini “economici”.

D’altra parte pur se i richiamati Accordi rendono complesso – anche se non impossibile – intervenire sui prezzi al pubblico, ciò rappresenterebbe un andamento controtendenza nei confronti di una “clientela” che, nonostante l’intervento di Governo e Parlamento sulla riduzione delle accise (al momento il relativo gravoso onere è stato interamente finanziato dalle gestioni in funzione delle loro giacenze nei serbatoi), continua a pagare un prezzo percepito come “molto elevato” (e non immaginiamo cosa potrà accadere se il prossimo 5 ottobre non dovesse essere reiterata la riduzione medesima).

Le specificità prima evidenziate, inutile sottolinearlo – aggiungendosi alla stagnazione, ormai datata, dei margini nominali, all’accentuarsi della concorrenza dei prezzi, nonché alla incertezza sui volumi di vendita influenzati da emergenze di varia origine (crisi economica, pandemia, infine costi energetici che contraggono i consumi) -, espone i Gestori all’accentuazione della dipendenza economica, ed in assenza di opportune misure, al non scongiurabile dissesto dei conti ed all’inevitabile default.

Di fronte a questa situazione di particolare gravità e ad una crisi che, ad oggi, nessuno è in grado di prevedere (speculazione a parte) quando (e come) potrà essere superata, le scriventi ritengono che sia opportuno, anzi, indispensabile, che i titolari degli impianti – comunque costituiti – facciano uno sforzo economico e prevedano un intervento significativo a favore delle gestioni, con l’obiettivo di stabilizzare la situazione ed impedire che ciascuno assuma iniziative per ridurre le sofferenze del proprio bilancio: l’obiettivo è quello di passare con il minore danno la crisi contingente senza “distruggere” quanto di buono si costruisce giorno per giorno con gli automobilisti.

Le scriventi Organizzazioni, ritenendo che i destinatari della presente comunicazione siano del tutto consapevoli della situazione sinteticamente rappresentata, sono a richiedere l’immediata attivazione di un “tavolo di confronto” con l’obiettivo di mettere a punto tempi e modalità di erogazione dei sostegni richiesti, stante l’incalzare dell’emergenza.

Il problema è muoversi rapidamente ed all’unisono, così come è stato fatto per fronteggiare la crisi pandemica, peraltro ancora non conclusa (riconoscimento economico una tantum; contributo strutturale legato al “caro bollette” per il tempo necessario al ripristino delle condizioni di normalità; ecc.): ciò appare oggi indispensabile ed indilazionabile.

Soprattutto in un contesto in cui – come rilevato più sopra – oltre alle emergenze insorte per cause non imputabili al settore, nello specifico del comparto si conferma un quadro di instabili relazioni economiche fra le Parti, che esasperano le criticità di tali emergenze.

Con la presente, tuttavia, si preavverte formalmente che, dal momento che – senza alcuna enfasi retorica – è infine in gioco la sopravvivenza di attività che servono il settore e la mobilità di imprese e cittadini, se non si riuscisse ad intervenire entro tempi rapidi e dai riscontri reali la Categoria nel suo insieme ed i singoli gestori non potranno che trovare le ragioni per scongiurare il fallimento della propria attività, anche superando, data la situazione di forza maggiore incontestabile, limiti ed obblighi derivanti dal quadro degli accordi economici assunti.

“Nessuno è tenuto a fare l’impossibile” e, al di là dei predetti limiti ed obblighi, in capo ai Gestori, quali imprese a tutti gli effetti, incombe l’obbligo giuridico, civile e morale di mettere in atto quanto serve per scongiurare il dissesto della propria attività e il conseguente ed ineluttabile effetto sui livelli occupazionali o quanto meno a distinguere la propria responsabilità in tale esito.

Le scriventi sono convinte che, stante l’eccezionalità del momento la risposta positiva della loro “controparte” non si farà attendere.

Si rimane a disposizione per ogni confronto di merito ed approfondimento.

Distinti saluti.

I Presidenti

FAIB/FAIB AUTOSTRADE CONFESERCENTI, Giuseppe SPERDUTO/Antonino LUCCHESI

FEGICA CISL, Roberto DI VINCENZO

FIGISC/ANISA CONFCOMMERCIO, Bruno BEARZI, Massimo TERZI

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