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Trackfuel, il rifornimento di carburante diventa intelligente: l’invenzione marchigiana protagonista alla Smau

Tutto automatizzato. Niente più soldi, niente più tessere ma un “dialogo” diretto tra i sensori installati nel dispositivo Trackfuel e il gateway montato nel piazzale del distributore.

La lotta per non sprecare risorse energetiche, ridurre e controllare le spese passa anche per l’innovazione, che fa sosta al distributore e trasforma in hi-tech il rifornimento di carburante. Si chiama Trackfuel ed è tutta marchigiana l’invenzione, prossima protagonista alla Smau dell’11 e 12 ottobre, che si propone di rendere più facili la gestione e i pagamenti alla pompa di rifornimento. L’idea è nata in 3IVM srl, una start up innovativa di Recanati (Macerata) che ha creato e brevettato un dispositivo in grado di tracciare e gestire l’effettiva erogazione di carburante in un serbatoio. Tutto automatizzato. Niente più soldi, niente più tessere ma un “dialogo” diretto tra i sensori installati nel dispositivo Trackfuel e il gateway montato nel piazzale del distributore. Informazioni che poi vengono inviate direttamente ai software aziendali di contabilizzazione delle spese. In pratica il sistema, una volta che la pistola erogatrice è inserita nel serbatoio, comunica al piazzale i dati del cliente e il suo credito per autorizzare lo sblocco della pompa. In caso di esito positivo la pompa viene autorizzata all’erogazione, in caso contrario non parte.

Trackfuel attualmente ha superato la fase sperimentale, grazie alla collaborazione con la Pepa Trasporti Srl di Recanati, sono stati superati positivamente i test di laboratorio finalizzati alle certificazioni rimanendo in attesa delle omologhe ministeriali di settore. I risultati della sperimentazione risultano significativi e soddisfacenti. «Crediamo che in un momento come questo, con le spese del carburante che crescono di giorno in giorno, il nostro sistema sia molto utile, oltre a semplificare totalmente il processo autorizzativo dell’erogatore– spiega Enrico Pretini, l’ideatore di Trackfuel – Basti pensare che un’azienda di trasporti medio grande arriva a spendere in anche 800/900mila euro in un anno. Una voce davvero consistente per il bilancio che può essere limata e semplificata, riducendo anche il tempo dedicato a documentare il recupero delle accise. È già costituita su tutto il territorio nazionale, una rete di officine autorizzate al montaggio del dispositivo e si sta costituendo una rete di distributori aderenti all’iniziativa che gli autotrasportatori possono individuare e raggiungere attraverso un’app di geolocalizzazione. Di qui l’interesse crescente principalmente nel settore dei trasporti che spende milioni di euro l’anno per il carburante e che, soprattutto in questi mesi, ha assistito impotente all’impennata dei costi».

Fonte anconatoday.it

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