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Prezzi benzina e diesel, il distributore comunale che fa lo sconto ai residenti più poveri

A Penna San Giovanni (Macerata) inaugurato l’impianto di proprietà del Comune che acquista il carburante e gestisce la stazione di servizio: «Qui avevano chiuso tutti i benzinai e garantiamo un servizio. Con autolavaggio e officina i conti tornano»

«Da sindaco ho capito una cosa, che con i carburanti bisogna comportarsi come con i titoli azionari. Finora abbiamo comprato una quantità limitata per vedere come partiamo e poi ci regoleremo in base ai consumi». Nei giorni in cui i prezzi della benzina sono alle stelle, all’orizzonte è annunciato uno sciopero dei distributori e lo scontro politico è incentrato sulle accise dei carburanti, i riflettori li conquista Penna San Giovanni, piccolo comune di 968 abitanti della provincia di Macerata. Domenica 15 gennaio è stato inaugurato il distributore comunale. «Siamo un modello unico – spiega il sindaco Stefano Burocchi – tutto made in Penna San Giovanni (ride, ndr). In Italia ci sono altri casi simili ma nessuno ha realizzato un’opera come la nostra e la gestirà». Prezzi di partenza 1,78 euro per la benzina e 1,8 euro per il diesel: «Siamo in linea con la media nazionale, anzi abbiamo trovato un fornitore con un prezzo inferiore rispetto a quello segnalato dal Mepa (la piattaforma virtuale per gli acquisti della pubblica amministrazione, ndr)».

Il distributore di benzina di proprietà del Comune di Penna San Giovanni

Non solo le colonnine dei distributori automatici (non è prevista la presenza di un benzinaio), ma soprattutto un autolavaggio e le ricariche per le auto elettriche (alimentate con il fotovoltaico): «Sappiamo che le marginalità sono molto basse per noi – spiega Burocchi – la nostra iniziativa è nata innanzitutto per dare un servizio ai cittadini, non avevamo intenzione di fare gli imprenditori. Qui avevano chiuso tutti i benzinai e il più vicino è a otto chilometri. L’autolavaggio ci permetterà inoltre di poter gestire meglio alcune ordinanze per il risparmio idrico quando è necessario limitare alcuni usi domestici». E per i residenti di Penna San Giovanni saranno pensate iniziative e offerte: «Abbiamo già acquistato delle schede con il logo del Comune, una sessantina circa – aggiunge il sindaco – e pensiamo di usarle come delle prepagate soprattutto per chi ha redditi più bassi e potranno avere agevolazioni quando vanno a fare il pieno».

Da Cassa Depositi e Prestiti 700mila euro da restituire in 30 anni

La decisione del primo cittadino, di professione consulente aziendale (è stato eletto nel 2018 ed era già stato sindaco dal 1994 al 2002) è nata quando anche l’ultimo distributore del paesino, un migliaio di residenti, ha chiuso: «Quando ero giovane c’erano tre benzinai, poi con il passare del tempo hanno chiuso tutti – racconta il sindaco -. La passata amministrazione aveva sbagliato, avrebbe dovuto fare di tutto per evitare che l’ultima stazione chiudesse. Un paesino, seppur piccolo merita i servizi essenziali». L’impianto si trova lungo la strada provinciale Marina. Questi i numeri: il Comune è riuscito a ottenere un prestito trentennale da 700 mila euro da parte di Cassa Depositi e Prestiti, «in questo modo dovremo restituire tra i 20 e i 25 mila euro all’anno – sottolinea il sindaco – stando alle cifre che abbiamo calcolato e che ci auguriamo il progetto potrà generare un flusso di cassa che ci porterà addirittura a guadagnare a fine anno circa 10 mila euro. Se per altre tipologie di servizio spendiamo anche 120 mila euro l’anno perché non dovrei spenderne molti meno per un altro servizio». Il Comune chiarisce «essendo un’operazione commerciale possiamo usufruire del credito Iva di circa 100 mila euro, riducendo quindi il costo sociale. A queste cifre bisogna sottrarre i guadagni che il distributore, e soprattutto l’autolavaggio, apporteranno alle casse permettendo quindi di ridurre ancora di più i costi. In breve si aggiungerà anche un’officina di primo intervento che completerà l’offerta».

In futuro la disponibilità a dare in gestione l’impianto

Come già chiarito dal sindaco se dei privati dovessero farsi avanti non mancherà la disponibilità a cedere in gestione l’impianto. «Quando si parla di resilienza e riqualificazione delle zone interne bisogna anche partire da qualcosa – commenta Burocchi -. Bisogna creare strutture e non cattedrali nel deserto. Io ho una visione di questa comunità nei prossimi vent’anni».

Fonte corrieredibologna.bologna.it – Articolo di Mauro Giordano

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