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Sciopero dei benzinai ridotto a 48 ore: Fegica accetta la richiesta del garante

Lo sciopero dei benzinai si riduce da 60 a 48 ore: lo stop quindi è previsto dalle ore 19 del 24 alle ore 19 del 26 gennaio 2023 (invece che alle 7 del mattino del 27). A comunicarlo è Fegica (Federazione italiana gestori carburanti e affini), che in una nota spiega che «prende atto con soddisfazione della dichiarazione di legittimità, riferita alla proclamazione di sciopero nazionale della categoria, ricevuta dalla Commissione di Garanzia per lo sciopero nei pubblici servizi essenziali. Al contempo, accogliendo la sollecitazione della medesima Autorità, con senso di responsabilità e con la volontà di limitare ogni disagio per i cittadini/consumatori, annuncia formalmente di ridurre da 60 a 48 ore la durata dello sciopero già proclamato».

La richiesta della Commissione

L’annuncio della categoria arriva dopo la richiesta inviata a Faib Confesercenti, Fegica e Figisc/Anisa Confcommercio da Giuseppe Santoro-Passarelli, garante sugli scioperi, sul «valutare l’opportunità di ridurre la durata complessiva della chiusura degli impianti». La Commissione ha deliberato la presa d’atto dello sciopero, «ritenendone regolare la formale proclamazione — si legge nella nota —. Tuttavia, al fine di limitare i disagi a cui, inevitabilmente, andrebbero incontro i cittadini utenti, a fronte di una prolungata chiusura dei distributori di carburante sulla rete ordinaria e autostradale, questa Commissione invita le Associazioni a valutare l’opportunità di ridurre la durata complessiva della chiusura degli impianti».

Codacons: «Una presa in giro»

Secondo il Codacons, la riduzione di 12 ore dello sciopero dei benzinai è una «presa per i fondelli». Il presidente, Carlo Rienzi, ha spiegato che «i benzinai farebbero bene a revocare del tutto lo sciopero, perché un taglio di poche ore alla protesta rappresenta una presa in giro a danno dei cittadini. Uno sciopero non solo inutile, ma anche dannoso per la collettività, che arrecherà disagi ai consumatori, già colpiti dagli aumenti dei prezzi dei carburanti alla pompa». L’associazione torna a ribadire l’importanza di un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte per risolvere le criticità, « accorciare la filiera dei carburanti, combattere le speculazioni a ogni livello e ottenere una riduzione strutturale dei listini alla pompa», conclude.

Fonte corriere.it – Articolo di Alessia Consonato

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