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Carburanti, i benzinai contro le compagnie petrolifere: rincari “ingiustificati”

Le associazioni dei gestori Figisc, Faib e Fegica contestano gli aumenti applicati dalle compagnie petrolifere nella notte del 3 marzo, con rialzi fino a 6 centesimi al litro.

Secondo i benzinai, attribuire gli aumenti alla crisi in Medio Oriente sarebbe “comodo ma non corretto”. Il carburante venduto oggi, spiegano, è stato acquistato giorni o settimane fa, quindi non rifletterebbe ancora le eventuali variazioni recenti dei mercati.

📊 Inoltre le compagnie devono mantenere scorte strategiche per almeno 30 giorni, proprio per evitare aumenti immediati in caso di tensioni internazionali.

Per i consumatori l’impatto è concreto:
🚗 un pieno da 50 litri può costare circa 3 euro in più.

Le associazioni temono ora rincari a cascata, con possibili effetti su inflazione e costi dei trasporti. Sullo sfondo resta anche il precedente della maxi sanzione Antitrust da 936 milioni di euro alle principali compagnie per intese sui prezzi tra il 2020 e il 2023.

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