Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno eseguito nel Milanese un importante provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura Europea – Ufficio di Milano, per un valore superiore a 60 milioni di euro.
Al centro delle indagini un deposito autorizzato di prodotti petroliferi che, secondo gli inquirenti, avrebbe immesso in consumo oltre 188 milioni di litri di benzina e diesel in evasione d’imposta.
Il meccanismo contestato si sarebbe basato sull’indebito ricorso al regime dell’“Iva all’estrazione”, applicato con una sistematica sottostima dell’imposta dovuta tra il 2023 e il 2025. Un sistema che avrebbe consentito alla società di praticare prezzi inferiori a quelli di mercato, con effetti distorsivi sulla concorrenza, sia attraverso una rete di “pompe bianche” sia tramite cessioni ad altri operatori.
Il rappresentante legale della società e due amministratori di fatto sono stati segnalati alla Procura Europea per dichiarazione infedele. La società è stata inoltre deferita ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Un’operazione che riporta l’attenzione sul tema della legalità fiscale nel settore dei carburanti e sull’impatto che le frodi possono avere sull’intera filiera distributiva.






