Non c’è solo il caro carburante. A mettere in difficoltà le stazioni di servizio ci sono anche ritardi nelle consegne, rifornimenti parziali e rotture di stock che rendono sempre più complicato garantire la normale operatività degli impianti.
L’allarme arriva dal Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo, aderente a Figisc, e riguarda circa 50 punti vendita nella Bergamasca.
🚛 Da settimane – e nei casi più critici addirittura da mesi – alcuni gestori segnalano approvvigionamenti in ritardo o quantitativi inferiori a quelli ordinati.
Il risultato è immediato: prodotto che manca, vendite perse e clienti che rischiano di rivolgersi altrove. Un problema particolarmente delicato anche per chi utilizza carte aziendali per il rifornimento delle flotte.
💬 «Da mesi i gestori a marchio Eni del territorio convivono con un’incertezza quotidiana che rende difficile persino programmare l’attività», denuncia Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai Confcommercio Bergamo e consigliere Figisc Confcommercio.
E in un settore nel quale la concorrenza si gioca spesso sul centesimo e i margini sono già molto ridotti, ai problemi di approvvigionamento possono aggiungersi anche gli aumenti del costo del carburante.
📣 Cosa chiedono i gestori?
Innanzitutto un canale di comunicazione costante che permetta alle singole gestioni di conoscere con certezza tempi delle consegne, eventuali ritardi e durata delle rotture di stock.
Ma non solo. Figisc chiede che il problema entri anche nella prossima trattativa per il rinnovo degli accordi collettivi, individuando criteri chiari di compensazione per le gestioni penalizzate.
La questione non riguarda soltanto Bergamo: Figisc, insieme a Faib e Fegica, ha infatti segnalato a livello nazionale il problema delle rotture di stock prolungate e ripetute.
🔵 La posizione di Enilive
L’azienda ha precisato che le eventuali indisponibilità di prodotto registrate in alcune stazioni di servizio sarebbero temporanee e legate al periodo di maggiore mobilità e alla forte domanda sulla rete.
Per i gestori, però, resta un problema molto concreto: senza carburante da erogare, un distributore non può fare il suo mestiere. E il conto delle mancate vendite rischia di ricadere proprio su chi sta sul piazzale.






