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Per la rivoluzione dell’auto elettrica saranno determinanti la durata delle batterie e la rete di stazioni di ricarica

L’auto elettrica è indubbiamente al centro della futura mobilità di massa anche se per il momento le auto ibride, per questioni di praticità sono quelle preferite dagli automobilisti.

A pesare sulla scelta di un’auto 100% elettrica non è solo il costo iniziale, ma anche il costo delle batterie e la mancanza, almeno per il momento, di un adeguato sviluppo della rete di ricarica. L’Italia, nonostante gli incentivi governativi, è ancora particolarmente carente di stazioni di ricarica soprattutto di quelle ad elevata potenza. Con questi presupposti sembra difficile attuare entro il 2030 lo stop dei motori tradizionali. Ma la tecnologia si evolve rapidamente e solo pochi giorni fa Tesla ha presentato le nuove batterie che garantiscono 5 volte più energia, 6 volte più potenza e il 16% in più di autonomia eliminando i problemi di surriscaldamento. Tesla mira anche a ridurre del 50% i costi di produzione e per raggiungere questo traguardo ha rivisto tutta la catena di produzione. Anche CALT, colosso cinese nella produzione di batterie, ha annunciato la produzione di batterie che saranno in grado di durare 16 anni prima di avere una decadenza significativa delle prestazioni. Sono sicuramente tanti gli scenari e le nuove idee per rendere più performanti e sostenibili le batterie delle auto elettriche. E proprio in tema di sostenibilità non va trascurato che il componente principale delle batterie è il cobalto la cui richiesta mondiale è balzata in pochi anni a 200 mila tonnellate. La sua estrazione rappresenta la nuova corsa all’oro a cui partecipando almeno 40.000 piccoli schiavi che nelle miniere del Congo cavano a mani nude il minerale. Questo ha già fatto sorgere molti dubbi etici nei consumatori. Un altro scenario possibile è l’idrogeno, un tempo considerato fuori mercato perché costava circa 40 volte più del petrolio. Ora il costo dell’idrogeno è 5 volte più del petrolio, ma entro cinque anni si potrebbe arrivare a produrre idrogeno a costi più bassi utilizzando infrastrutture già esistenti. Si torna dunque a parlare idrogeno, staremo a vedere…

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