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Il metano alla riscossa. Obiettivo «neutralità»

Il settore dell’auto è uscito con le ossa rotte dall’emergenza Covid. In questo scenario così critico non ha fatto eccezione il metano, anche se il mercato ad agosto ha segnato una ripresa con le vendite in risalita dell’11,9 per cento rappresentando il 2,8 per cento del totale. Dando uno sguardo alla tendenza degli ultimi anni, però, si nota un andamento altalenante: dalle 53.727 immatricolazioni del 2012 si è arrivati alle 62.970 del 2015. Poi un crollo che ha quasi dimezzato le vendite, ferme a 33.911 unità lo scorso anno. Quindi il funesto 2020, condizionato dall’emergenza sanitaria anche se ora ci sono i primi nuovi segnali incoraggianti di una ripartenza. Licia Balboni, presidente di Federmetano, è convinta che l’alimentazione a gas possa riprendersi, anche se, dice, serve creare una strategia adeguata per sfruttare le ancora grandi potenzialità di questo tipo di alimentazione. Balboni ne ha parlato in vista di Oil&NonOil, la fiera dedicata a energie, carburanti, mobilità, in programma a Verona dal 21 al 23 ottobre. A ricordare le cifre negative delle immatricolazioni è la stessa dirigente dell’associazione di categoria, che sottolinea come a marzo 2020 siano state toccate punte negative del 73 per cento rispetto allo stesso mese del 2019 e ad aprile 2020 si sia arrivati a meno 97,5 per cento (dati Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). Una flessione più che fisiologica vista l’emergenza del periodo, a cui è seguito un risveglio del mercato con il segno positivo a doppia cifra di agosto per metano Cng (Compressed Natural Gas) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Per Balboni si tratta di «un importante segnale di ripresa per un settore di cui il nostro Paese è leader europeo. Parliamo di una filiera produttiva che conta 20mila occupati e quasi due miliardi di fatturato (dati Associazione nazionale filiera industria automobilistica, aggiornati al 2017) e di una rete distributiva che comprende 1.385 punti vendita (dato ad agosto 2020) e la cui crescita negli ultimi 10 anni ha segnato un incremento del 5 per cento annuo, permettendo di rifornire il 2 per cento circa del parco circolante italiano (l’equivalente di circa 1.070.000 veicoli a gas naturale, dati Aci, 2019)». La presidente di Federmetano è convinta: «Per quanto sia da tutelare e valorizzare ulteriormente, il settore è di per sé dotato della potenzialità necessaria per superare l’emergenza sanitaria in atto e i suoi drammatici risvolti economici. Credo che il Cng possa avere un ruolo di primo piano nello scenario che si sta delineando, essendo una risposta immediata ed efficace per chi chiede una mobilità sostenibile non solo ecologicamente, ma anche economicamente». Balboni ricorda anche che oltre ai benefici ambientali (fino al 90 per cento in meno di polveri sottili e fino a meno 75 per cento di ossidi di azoto) ci sono quelli economici (con 3,50 euro si percorrono fino a cento chilometri). Per Balboni fondamentale è avere «una visione ad ampio raggio e soluzioni che abbiano effetto nel lungo periodo. La parola chiave nell’utilizzo dei fondi provenienti dall’Unione europea deve essere neutralità tecnologica: diverse trazioni possono coprire diverse necessità di spostamento». Come dire: strategia, lungimiranza e visione di ampio respiro sono necessarie per individuare strumenti concreti, trasformando la crisi in opportunità di crescita.

Fonte L’Arena.it

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