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Rete di colonnine elettriche in Europa: la situazione

Punti di ricarica fondamentali per l’elettrificazione nel Vecchio Continente
Rete di colonnine elettriche in Europa: la situazione. Come raggiungere gli ambiziosi obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2? La riposta in un report Anfia: anche attraverso la vendita di importanti quote di veicoli elettrificati (BEV e PHEV). I Costruttori europei hanno adattato i propri piani industriali. Ma la diffusione dei veicoli elettrificati dipende innanzitutto dalla realizzazione di tutte le condizioni abilitanti allo sviluppo della mobilità elettrica. La principale è una rete infrastrutturale in grado di supportare il fabbisogno di ricarica.

Rete di colonnine elettriche in Europa: contro l’ansia da ricarica
La paura di restare secco con l’auto a benzina è minima. Il timore di viaggiare con l’elettrica scarica è più forte: ansia da ricarica. Perché le stazioni di benzina sono tante e l’autonomia della vettura notevole. Ancora più per le diesel. Mentre i punti di ricarica delle elettriche non sono ancora così numerosi, in accoppiata ad autonomie limitate. E a tempi di ricarica ben più lunghi di un pieno di verde o gasolio.
I punti di ricarica disponibili in UE/UK sono circa 245.000, a fronte di un fabbisogno stimato dalla Commissione europea di 2,8 milioni nel 2030. C’è però disomogeneità sul territorio europeo: a macchia di leopardo. Per esempio, tantissime in Norvegia, pochissime nel Sud Italia. Ci sono quattro Paesi che coprono poco più di un quarto della superficie del territorio: Paesi Bassi, Germania, Francia e Regno Unito. Questi dispongono di più di tre quarti di tutti i punti di ricarica elettrica.
Idem per l’idrogeno. Nel 2020, nell’Ue più Gran Bretagna, 150 stazioni di rifornimento per l’idrogeno, di cui 88 ubicate in Germania. Inoltre più del 59% delle stazioni di rifornimento di gas naturale (CNG ed LNG) sono concentrate in Italia e in Germania (rispettivamente 1.467 e 869 stazioni nel 2020, su un totale UE di 3.952). Nel nostro Paese, le infrastrutture di ricarica pubbliche sono oggi oltre 13.000.

Le normative per la ricarica dell’auto pulita in Italia
Con la conversione in legge del decreto Semplificazioni, c’è l’obbligo per i Comuni di provvedere a regolare l’installazione e gestione delle infrastrutture pubbliche di ricarica. Si può ridurre o azzerare il canone per l’occupazione del suolo pubblico se l’energia erogata arriva da fonti rinnovabili.
Per tutte le nuove concessioni autostradali (rinnovi inclusi), inoltre, vige l’obbligo di installare punti di ricarica nelle aree di sosta. Oltre alla rete infrastrutturale pubblica, sarà fondamentale la contemporanea diffusione delle infrastrutture di ricarica privata e aziendale.
Previsione: l’85% delle ricariche delle auto elettrificate avverrà nelle abitazioni o nei luoghi di lavoro. A oggi sono solo 12 i Paesi dell’UE che hanno introdotto incentivi per l’installazione di infrastrutture di ricarica private.

Europa, norme timide sulle elettriche
A livello europeo, la Direttiva (UE) 2018/844 del 30 maggio 2018 interviene sull’installazione di punti di ricarica negli edifici: incoraggia gli Stati membri a semplificare l’installazione dell’infrastruttura di ricarica. Per ovviare a ostacoli quali la frammentazione degli incentivi e le complicazioni amministrative che i singoli proprietari incontrano.
Norme timide rispetto al livello di ambizione degli obiettivi climatici e al conseguente rapido sviluppo della mobilità elettrificata. In Italia, è prevista la detrazione fiscale al 50% delle spese di installazione recuperabile in dieci anni, aumentata al 110% recuperabile in cinque anni in caso di contestuale intervento di efficientamento energetico edilizio. C’è ora una semplificazione burocratica per l’installazione di infrastrutture di ricarica private.
L’auspicio è che venga rapidamente adottato un piano europeo di sviluppo delle infrastrutture per la ricarica elettrica ed il rifornimento dei veicoli ad alimentazione alternativa, che introduca obiettivi di sviluppo della rete di rifornimento e ricarica per Paese. Serve anche un’efficace regolazione delle tariffe di ricarica pubblica e privata. Occorre introdurre tariffe di ricarica che rendano competitivo l’acquisto di un veicolo elettrico rispetto a uno convenzionale.

Fonte clubalfa.it – Articolo di Walter Gobbi

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