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Benzina, il costo del pieno continua ad aumentare: “Il governo Draghi intervenga”

Prosegue la corsa del barile, con il Brent che venerdì ha superato di slancio i 70 dollari. Un livello che non si vedeva dalla primavera del 2019. Salgono di conseguenza anche i prezzi dei carburanti alla pompa. Le associazioni dei consumatori sul piede di guerra.
segnali non sono buoni. Prosegue la corsa del barile, con il Brent che venerdì ha superato di slancio i 70 dollari. Un livello che non si vedeva dalla primavera del 2019, sulla scia della spinta rialzista accentuata dalla notizia dell’attacco agli impianti petroliferi sauditi di ieri, quando un drone ha attaccato stamane un porto petrolifero saudita prendendo di mira con un missile balistico gli impianti della Aramco nell’est.

Salgono di conseguenza anche i prezzi dei carburanti alla pompa. Tornano i rialzi sulla rete carburanti quindi. Sabato a muoversi e’ stata Eni, salendo di 1 centesimo sui prezzi raccomandati di benzina e diesel. E gli ultimi interventi delle compagnie si riversano sui prezzi praticati sul territorio che risultano mediamente in aumento un po’ dappertutto.

Prezzo benzina e diesel in aumento su strade e autostrade
Il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. A incidere tanto in Italia sul costo finale sono in realtà le accise e l’Iva. Riducendo tasse e accise il costo a litro sarebbe più basso, simile ad altri Paesi europei, anche senza arrivare ai mitologici 0,50 centesimi a litro (prezzo depurato da tasse e accise) . Anche se gli altri Paesi tassano il carburante l’Italia resta in testa alla classifica per il peso fiscale a litro.

Secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, sabato Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Registriamo anche un rialzo di due cent/litro sul Gpl per IP. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,550 euro/litro (+7 millesimi, compagnie 1,558, pompe bianche 1,527), diesel a 1,422 euro/litro (+6, compagnie 1,432, pompe bianche 1,395). Benzina servito a 1,681 euro/litro (+5, compagnie 1,728, pompe bianche 1,580), diesel a 1,559 euro/litro (+4, compagnie 1,610, pompe bianche 1,450). Gpl servito a 0,646 euro/litro (+3, compagnie 0,654, pompe bianche 0,636), metano servito a 0,976 euro/kg (invariato, compagnie 0,982, pompe bianche 0,970), Gnl 0,937 euro/kg (compagnie 0,935 euro/kg, pompe bianche 0,938 euro/kg). Questi i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,641 euro/litro (servito 1,864), gasolio self service 1,527 euro/litro (servito 1,778), Gpl 0,741 euro/litro, metano 1,066 euro/kg, Gnl 0,929 euro/kg.

Aumenta il prezzo della benzina: “Il governo intervenga”
Contro la corsa al rialzo dei carburanti il Governo Draghi “deve intervenire riducendo l’abnorme tassazione che pesa su benzina e gasolio nel nostro paese” secondo Assoutenti, associazione specializzata nel settore dei trasporti, che nei giorni scorsi ha lanciato il grido d’allarme sugli effetti dei rincari alla pompa per le tasche delle famiglie. “Oggi l’Italia è ai primi posti in Europa per il caro-benzina a causa del peso eccessivo delle imposte che gravano sui carburanti – spiega il presidente Furio Truzzi – Su ogni litro di benzina gli italiani pagano infatti il 66% di tasse tra Iva e accise, il 62,4% sul gasolio. Il prezzo dei carburanti al netto della tassazione risulta, al contrario, tra i più bassi in Ue. Uno squilibrio che danneggia i consumatori del nostro paese e rischia di avere ripercussioni enormi per le tasche delle famiglie”.

“Il forte rialzo dei listini alla pompa si ripercuote infatti non solo sui costi dei rifornimenti, ma anche sui prezzi dei prodotti trasportati, considerato che in Italia l’80% della merce viaggia su gomma – prosegue Truzzi – Questo significa che gli italiani devono mettere in conto rincari per una moltitudine di prodotti di largo consumo, in particolare alimentari e ortofrutta. Non solo. L’andamento dei carburanti si riflette in modo negativo anche su tariffe, bollette, energia, e ha ricadute sui costi sostenuti dall’industria e sull’intero comparto dei trasporti”. Per tale motivo Assoutenti chiede al nuovo Governo Draghi di intervenire con urgenza sulla tassazione relativa ai carburanti, riducendo il peso di accise e Iva che portano i listini italiani di benzina e gasolio ad essere tra i più alti d’Europa, alleggerendo la spesa delle famiglie oggi più che mai impoverite e in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. “Nel contempo è necessario intervenire sull’andamento del prezzo del petrolio per evitare speculazioni che – ricorda il presidente Truzzi – configurano ipotesi di reato come l’aggiotaggio e violazioni della concorrenza tramite illeciti cartelli”.

Intanto i prezzi dei carburanti da inizio anno sono già saliti di quasi il 7%: quasi 5 euro in più per ogni pieno da 50 litri rispetto a gennaio. Non poco.

Fonte today.it – Articolo di A.M.

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