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The Economist sferra un doppio micidiale attacco al metano

Non uno, ma due articoli con un target preciso: fare a pezzi le vetture che vanno con quel gas.
Ma le auto a metano sono o no un’alternativa valida alle vetture elettriche e alle ibride plug-in? Secondo The Economist, no. Abbiamo tradotto due articoli: questo e questo. Vediamo i numeri, stando a ricerche citate dalla testata britannica. Autorevole e prestigiosa. Doppio attacco al metano che va a far compagnia ad altre critiche contro il metano, già rese note i passato.

La combustione del metano è molto meno inquinante di quella del petrolio o del carbone. E allora, The Economist cosa attacca? Il metano mette meno sostanze inquinanti (NOx e particolato) e meno CO2, che altera il clima anche se non è direttamente inquinante: favorisce il buco dell’ozono.
Ma quindi, qual è il problema? Eccolo: per The Economist, se il metano si disperde in combusto in atmosfera, è molto dannoso per il clima.

Qualche dato: una tonnellata di metano ha l’effetto serra di 86 tonnellate di CO2. Cioè inquina 86 volte di più.

C’è pronta la replica: la CO2 si accumula nell’atmosfera e resta per centinaia di anni in aria, mentre il metano si deteriora chimicamente in 10 anni. Esiste un ma: la Terra riassorbe  una quota di CO2. Non così il metano: questo combina guai fino alla sua dissoluzione.

La vera transizione ecologica, il Green Deal, non passa per il metano, dice The Economist. Al contrario, va ridimensionato. Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici, per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi di stabilizzare le temperature a 1,5-2 ° C al di sopra delle temperature preindustriali, le emissioni di metano devono scendere. A quanto? A solo il 35% al di sotto dei livelli del 2010 entro il 2050.

Quindi, un altro fendente alle auto a metano. Stando ai climatologi citati da The Economist, il metano è responsabile del 23% dell’aumento delle temperature medie della globo terracqueo. Uno dei punti chiave che fanno andare su tutte le furie Greta Thunberg. Incidono i km macinati dal metano nei giacimenti. Nei gasdotti. Che magari perdono gas: ci sono sezioni in pessimo stato e con scarsissima manutenzione. O sulle navi gasiere.

Insomma, il problema sta nello stoccaggio e nel trasporto del metano, secondo chi lo critica. Non durante l’uso quotidiano che le auto fanno del metano. Adesso, si attendono le repliche, cui daremo spazio.

Fonte clubalfa.it –  Articolo di Walter Gobbi

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