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I distributori: «Solo costi con la carta chimica»

È un problema nazionale. Che si registra soprattutto al Nord, dove l’utilizzo dei bancomat e delle carte di credito è, di norma, assai più consolidato rispetto al Sud. E nei giorni scorsi, Paolo Uniti, segretario nazionale della Figisc Confcommercio, ha denunciato che «stanno arrivando segnalazioni sempre più numerose». Il modus operandi di quelli che si potrebbero definire “pagatori seriali” è sempre lo stesso: scelgono, ovviamente, le stazioni di servizio automatizzate, negli orari di chiusura quando gli addetti non sono presenti. Si sono registrati, nelle scorse settimane, anche in Veneto, casi di automobilisti che hanno speso quasi un’ora alla pompa per effettuare una sessantina di operazioni, a fronte di poco più di quattro litri di benzina versati nel serbatoio.

Il segretario nazionale della Figisc Confcommercio, nei giorni scorsi, non ha nascosto le difficoltà e l’imbarazzo di un’intera categoria. «Purtroppo – erano state le sue parole – non possiamo farci niente. Per i distributori è un problema perché ci sono le commissioni delle carte di credito, che in alcuni casi possono esser penalizzanti. Poi c’è l’usura degli impianti, il costo legato all’elettricità o alla produzione di sessanta ricevute inutili con i rotolini termici. E purtroppo rischia di scatenarsi l’effetto-emulazione da parte di un numero sempre maggiore di persone, se non si pone un argine a questi “professionisti del cashback”»

Fonte ilpiccolo.gelocal.it – Articolo di FRA.FA.

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