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Umbria, furbetti del cashback al distributore di carburante: 32 mini rifornimenti da sei centesimi.

Trentadue mini rifornimenti in pochi minuti, tutte di importo compreso tra i sei e gli otto centesimi. Un episodio neanche tanto isolato quello che è stato registrato in un distributore di benzina di Campello sul Clitunno e che viene raccontato da Giulio Gugliemi, presidente di Figisc-Confcommercio Umbria e titolare di cinque impianti nel territorio regionale, tra cui anche quello di Campello dove un furbetto del cashback si è divertito a fare decine di pagamenti elettronici per pochi centesimi così da aumentare il numero di transizioni e rientrare, entro fine giugno, tra i 100 mila italiani premiati.

“Una pratica purtroppo molto diffusa e che causa non pochi problemi ai gestori”, evidenzia Guglielmi. Il numero elevato di transizioni, cui segue il rilascio di ricevuta, impone un frequento ricambio dei rotolini di carta presenti nei pos, del costo di 5 euro ciascuno. L’esaurimento della carta del pos comporta l’impossibilità di rilasciare la ricevuta della transizione eseguita con il conseguente blocco dell’intero distributore e quindi mancati incassi, fino alla sostituzione del rotolino stesso. “Così è accaduto al distributore di Campello sul Clitunno, quello maggiormente preso di mira dai furbetti del cashback perché più piccolino e più riparato da occhi indiscreti – racconta Guglielmi – Ma casi di questo genere sono molto diffusi ovunque e li rileviamo ormai da giorni: tutte le sere, dopo le 21, vengono effettuati una serie di micro rifornimenti alle pompe automatiche per un valore di pochi centesimi”. 

Anche Giosuè Paoletti, titolare di Automigliorgas, ha registrato un caso in uno dei suoi sei impianti distribuiti tra Perugia e Corciano. “E’ successo un paio di settimane fa, di notte, al distributore di Ellera – racconta – Il nostro addetto ha notato un’auto ferma per oltre mezz’ora con il proprietario che armeggiava con la pompa di benzina. Quando il nostro impiegato è andato lì per cercare di capire cosa stesse accadendo, ha capito che si trattava di uno di questi furbetti e lo ha allontanato. Aveva già effettuato ventidue mini rifornimenti”. Intervenire è complicato. Molti gestori di impianti hanno già chiesto al governo centrale un’azione urgente  per evitare questi  frazionamenti : “Bisogna trovare una soluzione congrua per arginare un fenomeno che danneggia una categoria già in sofferenza ed evitare anche che questa dinamica possa falsare l’iniziativa a scapito di chi partecipa alla classifica in modo onesto”, è stato l’appello. Il ministero dell’Economia e delle Finanze promette controlli e annuncia provvedimenti per neutralizzare questi comportamenti, si parla di sanzioni pecuniarie e squalifica definitiva dal servizio cashback con conseguente ripescaggio degli onesti. Troppo tardi, però, per intervenire in questa prima fase che si concluderà il 30 giugno. L’obiettivo, a questo punto, è quello di non farsi cogliere impreparati per la seconda.

Fonte corrieredellumbria.corr.it

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