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Risorge la Trabant, ma elettrica

Dallo stabilimento di Zwickau uscivano le leggendarie auto simbolo dell’epoca sovietica. Oggi la fabbrica si è riconvertita

Zwickau, forse questo nome vi dice qualcosa. E’ la città della Sassonia dove, ai tempi della Germania socialista (post-nazista), sorgeva lo stabilimento delle Trabant, le leggendarie auto diventate uno dei simboli dell’epoca sovietica. Oggi le Trabant non ci sono più, ma la fabbrica, che ha scritto una pagina della storia dell’industria automobilistica, è ancora lì. E dopo una spettacolare trasformazione è diventata pioniera nella produzione di auto elettriche grazie alla Volkswagen.

“Qui i motori venivano uniti alle carrozzerie delle auto. E a farlo eravamo noi, gli operai, con i nostri muscoli. Oggi è stato tutto automatizzato e a lavorare sono i robot“, spiega Bodo Karsupke, mostrando con un certo orgoglio il suo posto di lavoro nella fabbrica automobilistica di Zwickau, in Sassonia, dove ai tempi della Germania Est venivano fabbricate le Trabant, utilitarie con le carrozzerie in vetroresina e scoppiettanti motori a due tempi. Vetture tecnicamente molto rudimentali e altamente inquinanti, ma molto ambite dai cittadini tedesco-orientali, che dovevano attendere fino a dieci anni per ottenerne una.

“Devo confessare che, all’inizio, ero un po’ scettico. Per quasi quarant’anni ho costruito auto con motori a combustione e il cambiamento per me non è stato così facile. Ma poi mi sono abituato e nel frattempo guardiamo con ottimismo al futuro“, spiega Bodo.

Quello di Zwickau è il primo stabilimento al mondo ad aver convertito la sua intera produzione da auto con motori a benzina e diesel a vetture a trazione elettrica. Dalle catene di montaggio di Zwickau escono già oggi 350mila auto a batteria all’anno. Entro il 2030 il costruttore tedesco promette di coprire ben il 70% della sua intera produzione con vetture elettriche.

Fonte rsi.ch

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