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Reggio Emilia, assalto nell’ultimo giorno di cashback: troppe microtransazioni, benzinai in tilt.

Nella notte centinaia di acquisti da pochi centesimi in tutta Reggio. All’Eni di via Gramsci si blocca il bancomat: «Straccioni».

REGGIO EMILIA. Decine e decine di microtransazioni da pochi centesimi di euro praticamente in ogni distributore di benzina della città. Con altrettanti automobilisti intenti, a volte per un’ora intera o più, a fare avanti e indietro fra la colonnina del self-service e l’erogatore di carburante, spesso mandando il tilt tutto il sistema. È la pratica ormai tristemente famosa, tipica di un Paese che fatta – spesso male – la legge si affretta a cercare l’inganno, che permette di “truffare” il meccanismo pensato per il cashback.

Le virgolette in questo caso sono obbligatorie perché di fatto questi furbetti non stanno commettendo nessun illecito, anche se con tale modalità tradiscono lo scopo con cui è stato approvato questo meccanismo: incentivare gli acquisti elettronici per combattere l’evasione fiscale.

Ma se questi blitz notturni ai distributori di benzina erano iniziati già a gennaio, negli ultimi giorni si sono tramutati in un vero e proprio assalto in concomitanza con l’avvicinarsi della fine della prima fase del cashback, conclusasi nella notte fra ieri e oggi.

Le ultime ore disponibili per raggiungere il minimo di 50 transazioni necessarie per ottenere fino a un massimo di 150 euro hanno portato moltissime persone a precipitarsi alle colonnine dei benzinai per replicare il metodo dei furbetti. Con conseguenze spesso molto pesanti per i proprietari, come nel caso dell’Eni di via Gramsci 9. Che, da una ventina di giorni, va quasi sempre in blocco durante la notte a causa delle eccessive microtransazioni. «Dalle 19 alle 22.50 di martedì – racconta il gestore Pietro Burani – ci sono state una ventina di transazioni da un euro o da pochi centesimi tanto che, alla fine, è andato tutto il tilt. Una cosa che si ripete da venti giorni ormai».

La stazione di via Gramsci è la più grande in città ma il problema si è diffuso a macchia d’olio anche negli altri distributori reggiani.

«Per far ripartire il sistema – prosegue Pietro Burani – ho impiegato un’ora e mezza a partire dalle 8.30, orario in cui si attiva il servizio di assistenza. E il tecnico mi ha spiegato che aveva già ricevuto altre diciotto richieste identiche alla mia. Capisco e condivido le finalità del cashback, ma se questo va a danno di chi lo subisce per me andrebbe abolito. Pensi che questa notte c’è stato uno – spiega mostrando contrariato l’elenco delle transazioni della notte – che ha prelevato per cinque volte consecutive 60 centesimi di carburante, un altro 15 centesimi».

Più che furbetti, conclude il gestore senza mezzi termini, «io li considero degli straccioni. Oltretutto occupano le pompe per tutta la notte e ci danneggiano, impedendo allo stesso tempo ai clienti onesti di far rifornimento».

Fonte gazzettadireggio.gelocal.it – Articolo di Leonardo Grilli

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