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Migranti reclutati e sfruttati nei distributori di benzina in condizioni disumane, denunciate sette persone

Operazione della Guardia di Finanza. Tutti immigrati in regola con i documenti, erano suddivisi negli impianti di rifornimento del Basso Molise.

Non è la prima volta che accade. Poche settimane fa i carabinieri di Bojano scoprirono in un distributore di benzina  del matesino un immigrato costretto a vivere all’interno di un box della stazione di servizio, senza i servizi igienici, in condizioni di estrema precarietà, pagato 92 euro al mese e quindi a lavorare tutto il giorno.

Oggi – venerdì 9 luglio – l’operazione contro lo sfruttamento sul lavoro condotta in Basso Molise porta la firma della Guardia di Finanza. Che di casi ne ha scoperti cinque e che alla procura di Larino ha denunciato sette persone: i cinque caporali e i due amministratori legali delle società petrolifere finite sotto accusa.

E anche in questi casi le condizioni di lavoro a cui erano costretti i cinque migranti gli investigatori le hanno definite “disumane”.

Secondo quanto ricostruito dagli uomini delle Fiamme gialle, i cinque caporali delle stazioni petrolifere dove sono avvenuti i controlli avrebbero sfruttato la forza lavoro dei dipendenti. Tutti immigrati africani in regola con i documenti. Erano posti in una condizione di sudditanza e alloggiavano in piccoli box  che violano le norme igienico sanitario.

L’attività della Finanza ha quindi portato alla luce lo sfruttamento e il degrado in cui venivano fatti vivere questi lavoratori. Con contratti part time venivano pagati poche decine di euro al mese ma erano costretti a lavorare tutto il giorno.

“L’attività di servizio – specifica una nota del comando della guardia di finanza – si inserisce nell’ambito dell’intensificazione dei servizi a tutela del lavoro, soprattutto per la stagione estiva ed oltre ai profili, di sfruttamento, di rilevanza penale, si procederà, altresì, sul piano amministrativo per i connessi profili di natura economico-finanziaria“.

Fonte primonumero.it – Articolo di Cristina Niro

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