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Caro benzina, vacanze a rischio

“Caro benzina? Siamo al solito combinato disposto: si usa l’aumento del prezzo del petrolio al barile per ritoccare verso l’alto il costo dei carburanti alla pompa, tanto più a ridosso delle vacanze e soprattutto quest’anno con la voglia che hanno gli italiani di tornare a viaggiare dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia”. Furio Truzzi, presidente dell’associazione consumatori Assoutenti è preoccupato: teme che la corsa ai rincari registrati in questi giorni su benzina e gasolio non si fermerà facilmente, ma anzi che ci sia attendersi un’ulteriore fiammata proprio in concomitanza con l’esodo estivo.

Benzina e diesel da record

Il tutto, secondo l’associazione, si tradurrà in una stangata per la collettività pari ad almeno 7,2 miliardi di euro, considerando anche l’aumento dei costi di trasporto che a sua volta peserà sul prezzo al dettaglio di beni e servizi, dalle bollette di luce e gas ai genere i alimentari.

Un rincaro record quello registrato in questi giorni: stando ai dati che ci ha fornito Staffetta quotidiana (aggiornati al 7 luglio 2021) in base alle rilevazioni periodiche del Mise (ministero Sviluppo economico), il prezzo medio di un litro di benzina si attesta su 1,639 euro in modalità self service e 1,763 euro per il servito. Per il gasolio il costo è rispettivamente di 1,499 euro e 1,637 euro. Rispetto all’anno scorso, le associazioni calcolano aumenti che superano abbondantemente il 16%. Il Gpl si attesta su una media tra i 65,9 centesimi (per il fai da te) e i 66,9 cent per il servito.

Va meglio per il metano, il cui costo, ci confermano alla Federmetano, l’associazione di categoria, è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2020: le stime di Staffetta quotidiana indicano 97,2 centesimi al litro per il self e 97,9 centesimi per il servito. Dante Natali, il presidente ricorda che “storicamente, anche a fronte di fisiologiche variazioni del prezzo del gas naturale per autotrazione, questo si è sempre rivelato una soluzione in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei consumatori: un vantaggio economico che va di pari passo con quello ambientale“.

Occhio al pieno in autostrada

Spesa maggiorata ovviamente per chi fa rifornimento in autostrada dove il piano costa notoriamente di più: in questi giorni la media, sempre secondo Staffetta quotidiana, è di 1,740 euro al litro (1,888 euro il servito) per la benzina, il gasolio costo 1,6 euro al litro se in self e 1,775 se ci si avvale del benzinaio, per il Gpl si spendono 77 centesimi e per il metano quasi un euro (99,8 centesimi).

“Ci colpisce il fatto che per l’ennesima volta i rincari avvengono a ridosso dell’esodo estivo, in un momento storico in cui invece la ripresa andrebbe sostenuta non certo con un aumento dei prezzi”, ci dice Vittorio Marabotto, responsabile del centro studi Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, “i prezzi record della benzina sono una stangata per oltre 8 italiani su 10 che hanno deciso di spostarsi in auto, moto o camper per le vacanze di questa estate”.

Colpa del rialzo del greggio? Fino a un certo punto, spiega Marabotto: “il disaccordo tra i Paesi Opec sull’aumento della produzione di greggio ha spinto il barile verso i 78 dollari, ai massimi dal 2018, questo è indubbio. Il problema però è che il petrolio di oggi non è certo quello che serve per la benzina venduta alle famiglie e alle imprese italiane in questo periodo e quindi sui prezzi alla pompa si rileva sempre un certo strabismo temporale, nel senso che in Italia il costo dei carburanti segue sempre in maniera rapidissima l’aumento del prezzo mondiale del petrolio, ma non segue la stessa dinamica al ribasso quando le quotazioni dell’oro nero scendono”.

Iva e accise, quanto pesano le tasse

I consumatori sono sul piede di guerra: chiedono al governo di i intervenire sulla speculazione dei prezzi in concomitanza di vacanze e grandi spostamenti degli italiani. Speculazione che non a caso non colpisce il prezzo del metano. Un carburante che, sottolineano al Codacons, “non solo è svincolato dal costo del petrolio, ma riguarda solo una parte marginale del parco auto circolante nazionale”.

Stando così le cose, Uecoop chiede “un sistema più controllato dei prezzi anche se si tratta di libero mercato e una maggiore responsabilità di impresa alle Compagnie petrolifere come segnale a sostegno della ripresa di un Paese fortemente colpito dall’emergenza sanitaria”, mentre Assoutenti ribadisce il proprio impegno “fino alla noia” affinché il governo provveda da una parte a intervenire sulla tassazione con la sterilizzaziobe dell’Iva e il blocco delle accise e dall’altra aumentando le agevolazioni sui biocarburanti, come appunto il biogas.

A proposito di tasse, l’Unione petrolifera che rappresenta le Compagnie petrolifere puntualizza che il problema del caro carburanti in Italia resta quello dell’alta pressione fiscale che incide per circa i due terzi sul costo finale alla pompa di benzina e gasolio.”Una questione dibattuta da anni”, dicono, “considerato anche che al netto di accise e Iva, i nostri prezzi sono più bassi di quelli dell’area euro, nonostante una rete di distribuzione carburanti meno efficiente e un totale erogato pari a un terzo”.

Fonte l’automobile.aci.it – Articolo di Marina Fanara

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