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Un tutorial su Tik Tok insegna a truffare l’autolavaggio: si moltiplicano i casi a Genova

Genova – Lavare l’auto o la moto spendendo solo un euro. E’ quanto promette – mentendo e invitando a commettere un reato – un video postato sui social e che insegna come ottenere minuti aggiuntivi dirigendo la lancia dell’acqua ad alta pressione sulla gettoniera.Le immagini stanno circolando tra i più giovani che si cimentano nella prova causando gravi danni ai gestori e vanno incontro a grossi guai legali. «Sta diventando davvero un problema grave – racconta Pietro Ruscelli, titolare dell’Autolavaggio di via Adamoli – perché il numero di questi “furbetti” continua ad aumentare e i guasti provocati rischiano di mettere in ginocchio le attività».

La tecnica è semplice: nel video si vede una persona che dirige intenzionalmente il getto ad alta pressione nella fessura dove vengono inseriti i gettoni e la macchinetta aumenta il minutaggio a disposizione o il numero dei gettoni che risultano inseriti. «Si tratta di una bufala – spiega Ruscelli – perché le gettoniere vanno in tilt dopo pochi secondi e il furbetto si ritrova impossibilitato a proseguire il lavaggio e a dover dare spiegazioni al proprietario».

Il danno è ingente. La gettoniera in tilt necessita di riparazioni che arrivano a diverse migliaia di euro e naturalmente tutto “a carico” di chi ha causato il danno. «Scappare o far finta di nulla non serve a nulla – spiega ancora Ruscelli – perché gli autolavaggi hanno diverse telecamere, visibili e invisibili, che riprendono l’interno 24 ore su 24. Nascondere la targa è impossibile e inoltre le inquadrature multiple consentono l’identificazione del colpevole».

Tutti i filmati vengono consegnati alle autorità insieme alle denunce e il numero dei “furbetti” identificati sale ogni giorno. «Abbiamo avuto anche tre guasti in una settimana – spiegano all’autolavaggio di via Adamoli – ma sappiamo di colleghi che si sono ritrovati anche più guasti in una sola serata».

Il video “bufala” sui social sta creando grossi problemi ai gestori degli autolavaggi perché le “schede” elettroniche delle gettoniere sono sempre più rare e le riparazioni possono arrivare anche dopo una settimana. Per tutto quel periodo non è possibile usare la postazione di lavaggio e il danno è doppio. «A noi spiace anche per i ragazzi – spiegano i danneggiati – Arrivano genitori disperati perché scattano denunce necessarie per i risarcimenti assicurativi e per poter far identificare i responsabili. Ci mettiamo una mano sulla coscienza e ci spiace rovinare ragazzetti neo patentati, ma non possiamo certo pagare noi il peso di quello che sta succedendo».

L’appello lanciato dagli autolavaggi è dunque chiaro: il video sui social è una bufala e tentare la fortuna per pochi euro rischia di costare migliaia di euro di risarcimenti e un processo per un reato penale. In attesa che il video venga rimosso, l’unico “rimedio” è il tam tam delle notizie.

Fonte ilsecoloxix.it – Articolo di Andrea Carotenuto

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