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Biden vuole tagliare le tasse sulla benzina per l’estate. La Fed: rischio recessione

La richiesta del presidente potrebbe anche essere una mossa in chiave elettorale in vista delle elezioni di Midterm

NEW YORK – Biden vuole togliere le tasse sulla benzina durante i tre mesi estivi, per frenare l’inflazione e guadagnare consensi in vista delle elezioni midterm di novembre, mentre il capo della Federal Reserve Powell avverte che i rialzi dei tassi potrebbero provocare la recessione, ma lui è disposto a correre questo rischio perché bloccare gli aumenti dei prezzi è più importante. Sono le due facce dell’emergenza negli Stati Uniti, eppure non intimoriscono Wall Street, che per la maggior parte della sessione di ieri ha navigato in territorio positivo.

Il prezzo medio della benzina in America è salito sopra i 5 dollari al gallone. Se a novembre sarà ancora così, le possibilità dei democratici di non perdere la maggioranza al Congresso, già assai limitate, si ridurranno a zero. La colpa è dell’aumento della domanda di petrolio dopo la crisi del Covid, la diminuzione di produzione e investimenti causata dai timori delle compagnie legati alla transizione verso le fonti rinnovabili, e la guerra in Ucraina. Biden scarica la responsabilità su Mosca, che ha provocato il “Putin’s Price Hike”, ma ha criticato anche le aziende di “Big Oil”, perché stanno approfittando dell’emergenza per intascare profitti esagerati.

I critici rispondono che la colpa è sua, perché ha penalizzato l’industria estrattiva per accontentare gli ambientalisti, e ha compromesso le relazioni con fornitori chiave come i sauditi. Per rimediare il capo della Casa Bianca ha messo in agenda una visita in Arabia a metà luglio, e ieri ha proposto un piano in tre punti: sospendere per tre mesi le tasse federali e statali sui carburanti, e aumentare la raffinazione. “La colpa è di Putin. Non potevamo voltare le spalle alla brutale invasione dell’Ucraina, perché poi avremmo dovuto pagare un prezzo ancora più alto, ma ho avvertito che ci sarebbero stati costi anche per noi. È tempo di guerra, bisogna agire di conseguenza”. Le tasse federali sono il 5%, 18 centesimi per gallone, quelle statali 24 centesimi, e i ricavi servono a finanziare i circa 36 miliardi spesi ogni anno per costruire e riparare le autostrade. Secondo Biden si può rinunciare a questi soldi per tre mesi, perché il deficit nazionale è stato ridotto di 1,6 trilioni, il fisco sta raccogliendo cifre record, e quindi ci sono risorse alternative. Gli scettici, inclusa la Speaker democratica della Camera Pelosi, rispondono che gli americani non avvertiranno i benefici perché le compagnie petrolifere incasseranno la sospensione delle tasse senza passarla ai consumatori.

Poco prima del discorso di Biden, Powell aveva parlato della sua parte di responsabilità durante un’audizione al Senato: “È certamente una possibilità che gli aumenti dei tassi provochino la recessione. Noi non stiamo cercando di provocarla, e non credo che avremo bisogno di farlo, ma penso sia assolutamente essenziale abbassare l’inflazione”. Il capo della Fed invece ha detto che non può influire sul costo del petrolio, e poco sul cibo. Se il rialzo dei tassi previsto a luglio sarà ancora dello 0,75% dipenderà dai dati, ma i mercati l’hanno già messo in conto.

Fonte repubblica.it  –  Articolo di Paolo Mastrolilli

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