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Carburanti, arriva la norma trasparenza: obbligo di esporre il prezzo medio, buoni benzina prorogati

Ogni distributore ha l’obbligo di mostrare accanto al proprio prezzo un cartello con il prezzo medio. I gestori: noi parte lesa

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra i vertici della Guardia di finanza e vara nuove norme sulla trasparenza dei distributori di carburanti per bloccare le speculazioni, con un monitoraggio dei prezzi giornaliero: scattano l’obbligo di esporre il prezzo alla pompa e quello medio nazionale stabilito dal ministero, più il tetto agli aumenti sulle autostrade. I gestori si considerano «parte lesa».

Il Consiglio dei ministri ha messo a punto un decreto legge ad hoc a favore della trasparenza nel mercato dei carburanti a vantaggio del consumatore. Il monitoraggio dei prezzi non sarà più settimanale ma giornaliero, quindi viene introdotto l’obbligo di esporre il prezzo alla pompa con sanzioni che potrebbero essere comminate dal prefetto. Sulle autostrade, l’ipotesi è di riconoscere una percentuale in più ai distributori, ma deve essere fissa. Rinnovati per il primo trimestre dell’anno i buoni benzina per un valore massimo di 200 euro per i lavoratori dipendenti.

Prevista una Commissione di allerta rapida

Più in dettaglio il decreto si chiama norme sulla trasparenza dei prezzi sui carburanti e sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del garante dei prezzi. Ogni distributore ha l’obbligo di mostrare un cartello con il prezzo medio stabilito dal ministero dell’Ambiente ogni giorno, accanto al proprio prezzo. In caso di violazione ci saranno delle sanzioni, in caso di recidiva sospensione dell’attività per un periodo tra un minimo di 7 e un massimo di 90 giorni. I fornitori in autostrada devono avere un tetto che sarà fissato da una norma. Sarà irrobustita la collaborazione con la Gdf per avere più controlli, verrà istituita una Commissione di allerta rapida sui prezzi, all’interno dell’Antitrust.

I costi attuali sul sito del ministero

Sul sito del ministero dell’Ambiente è stata oggi pubblicata la rilevazione periodica dei prezzi medi dei carburanti sulla rete di distribuzione italiana. Per la benzina il prezzo medio si attesta a 1.812,01 per 1000 litri (1,812 a litro) di cui 728,40 di accise 326,76 di Iva e un prezzo netto di 756,85 con un aumento complessivo di oltre il 10% rispetto alla settimana scorsa quando il pezzo si attestava a 1.644 euro per mille litri.

Così come il gasolio da autotrazione che costa in media 1.868,13 per 1000 litri (1,868 euro a litro) di cui 617,40 di accise, 336,88 di Iva e con un netto di 913,85: in questo caso l’aumento è di poco più basso, pari al 9,39%, la scorsa settimana si attestava a 1.708 euro per mille litri. Aumentato, anche se in modo più lieve, anche il Gpl che costa in media 809,54 per mille litri (0,809 euro pe litro) con accise per 147,27, Iva per 145,98 e un netto di 516,29 euro: l’aumento qui si aggira intorno al 3,3%.

Incontro Meloni, Giorgetti e generale Zafarana

È durato circa un’ora e mezzo a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, per fare il punto e valutare ulteriori azioni di contrasto alle speculazioni sui prezzi dei carburanti.

Pichetto: prevista stabilizzazione su questi prezzi

«La previsione, dai dati che abbiamo rilevato nei primi 8 giorni dell’anno, è che dovrebbe esserci una stabilizzazione su questi prezzi». Lo ha detto a Porta a Porta il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. «Ci sono una serie di situazioni che vanno monitorate – ha aggiunto -, per capire se parliamo di autostrade o di zone dove c’è un solo distributore, come nelle isole. Per un prezzo sopra i 2 euro, ci vuole una giustificazione specifica. C’è una richiesta da parte dell’Antitrust di una verifica di quei casi dove c’è stata un’eccedenza, ricordando che il prezzo è libero».

Staffetta, benzina in lieve calo, al self a 1,819 euro al litro

Stando invece alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, tornano a scendere le quotazioni dei prodotti raffinati, grazie soprattutto al deciso recupero dell’euro sul dollaro. In lieve calo le medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa, dopo il movimento al ribasso sui listini dei prezzi consigliati di lunedì 9 gennaio. Ribassi che si ripetono anche martedì 10. Eni ha ridotto di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina, gasolio e Gpl.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di lunedì 9 gennaio su circa 15mila impianti: benzina self service a 1,819 euro/litro (-1 millesimo, compagnie 1,821, pompe bianche 1,815), gasolio a 1,876 euro/litro (-2, compagnie 1,878, pompe bianche 1,873).

Benzina servito a 1,960 euro/litro (invariato, compagnie 2,003, pompe bianche 1,875), diesel a 2,017 euro/litro (-1, compagnie 2,061, pompe bianche 1,932). Gpl servito a 0,790 euro/litro (-1, compagnie 0,801, pompe bianche 0,777), metano servito a 2,324 euro/kg (-7, compagnie 2,359, pompe bianche 2,297), Gnl 2,553 euro/kg (+5, compagnie 2,584 euro/kg, pompe bianche 2,532 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,911 euro/litro (servito 2,169), gasolio self service 1,962 euro/litro (servito 2,221), Gpl 0,898 euro/litro, metano 2,531 euro/kg, Gnl 2,547 euro/kg. Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di lunedì 9 gennaio: benzina a 548 euro per mille litri (-6 valori arrotondati), diesel a 686 euro per mille litri (-15 valori arrotondati). Questi i valori comprensivi di accisa: benzina a 1276,51 euro per mille litri, diesel a 1316,76 euro per mille litri.

Antitrust chiede documentazione alla GdF

Intanto il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Roberto Rustichelli, ha scritto al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, chiedendo la collaborazione del Corpo al fine di acquisire la documentazione inerente ai recenti controlli effettuati sui prezzi dei carburanti, con particolare riferimento alle violazioni accertate. Lo si legge in una nota dell’Antitrust che analizzerà se ci siano state o meno pratiche commerciali scorrette e violazioni alla concorrenza.

La protesta di pullman e Tpl: conti fuori controllo

E intanto scendono sul piede di guerra le associazioni di trasporto passeggeri su strada. «l Prezzo del gasolio fuori controllo rischia di avere un impatto dirompente sui servizi erogati dalla società di trasporto passeggeri con autobus, sia Tpl che trasporto di noleggio e linea non soggetto ad obblighi di servizio pubblico», scrivono in una nota congiunta Agens, Anav, Asstra che rappresentano l’intero settore. «La reazione del mercato alla mancata proroga al 2023 del taglio delle accise sul gasolio – sottolineano le associazioni – è andata ben oltre il mero recupero dei 15 centesimi a litro di risparmio fiscale sinora assicurato dagli interventi del Governo. Il prezzo è fuori controllo con picchi che superano i 2 euro per litro,insostenibili per un settore come quello del trasporto passeggeri che dispone diuna flotta autobus alimentata per oltre il 90% dal gasolio che, non a caso,rappresenta la principale voce di costo dopo quella per il personale». Le associazioni ricordano poi i numeri di un settore strategico per l’economia e per la mobilità dei cittadini e che conta circa 6mila imprese diffuse su tutto il territorio nazionale, con oltre 110mila addetti e 70mila autobus. La richiesta al governo è di includere anche questo settore nei benefici sul carburante riservati all’autotrasporto di merci su strada. «È necessario se non azzerare,
quantomeno attenuare la dinamica di incremento dei costi e la pressione sui
conti aziendali», concludono.

Benzina: Codacons, gasolio in autostrada oltre 2,5 euro

Secondo l’associazione dei consumatori Codacons, i listini dei carburanti continuano a mantenersi su livelli elevatissimi, al punto che in autostrada il prezzo del gasolio in modalità servito supera in molti distributori i 2,4 euro al litro, sfondando sulla A14 il tetto dei 2,5 euro. L’associazione sta monitorando l’andamento dei listini al dettaglio. In base agli ultimi prezzi comunicati tra il 9 e il 10 gennaio dai gestori al Ministero delle imprese, sulla A1 la verde arriva a costare 2,369 euro al litro col servito, il gasolio 2,449 euro. Situazione analoga sulla A4 dove un litro di benzina arriva a 2,384 euro, il diesel 2,459 euro. Presentato l’esposto all’Antitrust.

Blangiardo: effetto inflazione, peso su fasce deboli

Parlando a Sky Tg24, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ha ricordato che i carburanti hanno sull’inflazione un effetto «diretto» e uno «indiretto», dovuto ai trasporti e all’intermediazione. «Questo può rappresentare un grosso problema in prospettiva se le cose dovessero andare nella direzione di una continua crescita», ha aggiunto. Blangiardo ha ricordato la stima dell’Istituto sull’inflazione acquisita per il 2023, pari al 5,1%, un dato che però ora potrebbe apparire «ottimistico: se le cose dovessero ulteriormente peggiorare, il valore potrebbe essere superato al rialzo con effetti soprattutto sulle famiglie meno abbienti».

Fonte ilsole24ore.com

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