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Contrabbando di gasolio nascosto sotto a del sapone, sequestrate 25 tonnellate di prodotto dalla Finanza.

La stranezza del percorso compiuto dal mezzo ha insospettito i finanzieri.

A fine marzo la Guardia di Finanza di Trento ha sequestrato 25 tonnellate di prodotto petrolifero, un autoarticolato e un container. Il conducente del mezzo, un cittadino polacco, è stato denunciato. Durante il pattugliamento della Ss 47 della Valsugana, i militari in sevizio di pubblica utilità 117, hanno sottoposto a controllo l’autoarticolato che trasportava un container. Tutto sembrava regolare, sia i documenti che scortavano il carico di detergenti industriali, correttamente compilati, sia il sigillo aziendale apposto a chiusura delle porte del container.

La stranezza del percorso compiuto dal mezzo ha però insospettito i finanzieri, in quanto l’automezzo doveva raggiungere una cittadina del Sud Italia e, considerato il punto di partenza, certamente la Valsugana non sembrava poter essere la direttrice più coerente. Inoltre, le confuse dichiarazioni del conducente non hanno fatto altro che aumentarne i sospetti e così i finanzieri hanno rimosso il sigillo e aperto le porte del container che ha mostrato, come indicato nei documenti esibiti, un unico blocco in polietilene riportante sul fronte le indicazioni di una nota azienda produttrice di prodotti detergenti, dotato di bocchettone di erogazione che, una volta azionato, ha lasciato cadere effettivamente del sapone industriale.

Il forte odore tipico dei carburanti ha spinto però i militari operanti ad una più accurata ispezione praticabile unicamente nei pochi centimetri disponibili tra il blocco ed il tetto del container che, dopo aver rimosso una posticcia copertura in carta, ha permesso di individuare una cisterna,sigillata con oltre 20 bulloni, contenente prodotto petrolifero. L’ingegnoso sistema progettato per eludere i controlli prevedeva infatti due distinti vani, uno contenente pochi litri di sapone, da utilizzare nel caso di controlli e un altro, ben occultato, contenente il prodotto petrolifero di contrabbando.

Sono così partiti immediati accertamenti svolti tramite il prelievo di un campione di prodotto per eseguire un primo riscontro con il test speditivo sugli oli minerali, spettrofotometro compatto a semiconduttore, predisposto dall’Università degli Studi di Trento. Il controllo ha portato ad appurare che il liquido oleoso occultato nell’autoarticolato fermato era una miscela composta da olio lubrificante e gasolio per autotrazione, destinata, con grande probabilità, a essere ceduta “in nero” a impianti di distribuzione stradale, con conseguente possibile rischio di danneggiamento dei motori diesel, considerate le pessime caratteristiche chimico-fisiche.

Il conducente del mezzo è stato denunciato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise, con l’aggravante del notevole quantitativo contrabbandato, che prevede la reclusione fino a cinque anni. Il container con il prodotto petrolifero, così come l’autoarticolato utilizzato per compiere il reato, destinato alla confisca secondo le norme doganali, sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria locale.  L’operazione si inquadra nel più ampio contesto dei servizi organizzati attraverso il dispositivo permanente di controllo economico del territorio, finalizzato, tra l’altro, a tutelare il mercato, i cittadini e gli imprenditori onesti che altrimenti verrebbero danneggiati dalle frodi commesse dalle organizzazioni criminali che, in questo caso, operano a livello transnazionale. 

Fonte Trentotoday.

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