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Quando lo scambiamonete è più forte del ladro.

Fucecchio. Per tre volte ha provato a scardinarlo, alla fine si è rotta la cinghia con cui l’aveva divelto ed è fuggito senza bottino.

Deve aver pensato che – alla fine – chi la dura, la vince. Ha provato per due ore prima a scassinare uno scambiamonete di un autolavaggio, poi è passato alle maniere forti e lo ha sradicato dalla base grazie ad una cinghia. Tuttavia, anche se ha insistito tanto, alla fine se ne è andato a mani vuote. L’alba di ieri per l’autolavaggio “Car Wash Fucecchio” di viale Battisti non è stata esattamente tranquilla: un ladro – arrivato sul posto con una Opel Meriva grigia – ha provato per ben tre volte ad aprire la cassaforte di uno scambiamonete, quel dispositivo che – inserendo spiccioli o banconote – restituisce i gettoni che servono per lavare la macchina da soli. Dopo due ore di lotta, non ce l’ha fatta, lasciando comunque una discreta scia di danni. Il primo tentativo l’ha fatto alle 3.23, quando è arrivato con un palo di ferro, provando a forzare il cambiamonete; ripreso dalle telecamere di sicurezza, ha continuato per qualche minuto, poi è andato via. Salvo poi ritornare dieci minuti dopo, con una grossa sbarra di metallo che per lui doveva essere sufficiente: ma anche qui, niente da fare, la cassa ha resistito. Solo che, come detto, di solito chi la dura la vince. E invece no: il ladro è tornato alle 5.30, quando tra l’altro era finito il coprifuoco e quindi avrebbe potuto incontrare delle auto; senza contare che l’autolavaggio è aperto 24 ore, quindi in teoria sarebbe potuto arrivare anche qualcuno per pulire la macchina.

In quelle due ore l’uomo ha reperito una cinghia, di quelle che si usano per trainare grossi oggetti. L’ha prima legata attorno alla macchinetta per le monete e poi l’ha attaccata al gancio di traino del suo monovolume, pensando finalmente di aver trovato la soluzione. Tirando, lo scambiamonete si è staccato dalla base in cemento, seguendo la macchina e facendo scintille; ma anche stavolta la sorte ha remato contro il ladro, visto che la cinghia si è spezzata a pochi passi dall’uscita dell’autolavaggio. A quel punto il malvivente non ho potuto far altro che rinunciare e darsi alla fuga, anche se le telecamere della struttura l’hanno ripreso in tutti i suoi tentativi.

L’autolavaggio è gestito da due ragazzi pakistani, Muhammad Akhlab e Abdul Rehman, che spiegano: «Era già successo qualcosa di simile un mese fa, quando tre uomini a piedi hanno provato a scassinare la cassa principale, senza riuscirci. Forse stavolta questa persona sapeva che dopo due giorni di festa dentro lo macchinetta ci potevano essere più soldi (circa 300-400 euro). Soldi non ne mancano, però non ho idea di quando costi sistemare tutto».

Viene da pensare che sul finale il ladro volesse portare la macchinetta in un luogo più riparato per aprirla più con calma. Ora è finito nel mirino delle forze dell’ordine, dato che i gestori hanno sporto denuncia e consegnato i filmati, dai quali potrebbero uscire elementi utili per la sua individuazione.

Fonte iltirreno.gelocal.it – Articolo di Marco Sabia

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